sabato 25 luglio 2015

LE PESCHE: le PROPRIETA' SALUTARI della frutta, ricette e cosmesi

LE PESCHE: COSA CONTENGONO E QUALI SONO I BENEFICI PER LA SALUTE  
UTILIZZO in CUCINA, ricette veloci,
e in

COSMETICA, con maschere fai-da-te


Il consumo regolare di frutta e verdura si è dimostrato protettivo nei confronti di molte malattie croniche degenerative, come il cancro e le malattie cardiache,  inoltre la frutta contiene il fruttosio, zucchero naturale, che non fa crescere i livelli di glucosio nel sangue in modo rapido, come succede dopo l’ingestione di altri zuccheri.
Scegliamo la frutta di stagione, come la PESCA, frutto zuccherino e succoso, ideale per un dolce break mattutino o pomeridiano.
Il frutto dell’albero del pesco, Prunus persica, e la pesca noce, hanno origini cinesi e, come molti altri frutti, sono il simbolo della vita eterna, infatti venivano poste nelle tombe.
Numerose sono le varietà, a polpa gialla o bianca, con la buccia pelosa o liscia, ci sono le pesche noci nettarine, le percoche, le saturnine, la pesca gialla, la pesca bianca, ce n’è per tutti i gusti.

La pesca è un frutto climaterico, cioè continua la maturazione anche dopo il distacco dall’albero. La maturazione avviene da maggio a settembre, in base alla specie e alla zona di coltivazione.

Ma vediamo cosa contengono e quali sono gli apporti benefici, ma anche qualche utilizzo alternativo.

Quali sono i vantaggi per l’organismo

Le pesche sono IPOCALORICHE (circa 30 kcal per 100 gr) ma forniscono nutrienti come la vitamina C e, in minor quantità, la A e quelle del gruppo B (B1,B2,B3,B5,B6); contengono minerali come il POTASSIO, ma anche fosforo, magnesio e calcio; sono ricche d’acqua, circa il 90 %,di fibre e senza grassi. 
La pesca contiene molti acidi organici fra cui l’acido malico, citrico e tartarico. Gli acidi organici presenti nella frutta si combinano con altri elementi nell’organismo dando luogo a carbonati e bicarbonati, costituendo una riserva alcalina in grado di neutralizzare le sostanze acide prodotte dal metabolismo cellulare.
Il potassio contenuto ha effetti benefici sul sistema nervoso e sul battito cardiaco.
La maggior concentrazione di vitamina C è nella buccia, ma il pesco è un albero molto aggredito dai parassiti e per questa ragione anche molto irrorato con antiparassitari,  per cui meglio acquistarle BIO. 
La vitamina C, insieme alla A, sono vitamine antiossidanti preziose per contrastare gli effetti negativi dei radicali liberi.
Le fibre presenti ne fanno un frutto con un buon potere saziante, adatto a reintegrare la perdita di sali minerali che avviene con la sudorazione.
Lassative e diuretiche sono utili in caso di costipazione o stipsi e
favoriscono l'eliminazione delle tossine.

La pesca è un frutto rinfrescante e digeribile, da consumare sempre lontano dai pasti, come tutta la frutta.

Deve essere consumata con moderazione in caso di diabete, ulcera gastroduodenale e gastroenterocolite.

Le pesche si conservano, anche per una settimana e più, ad una temperatura di 0 gradi; si fanno maturare a temperatura ambiente, per un paio di giorni in un sacchetto di carta. 
Rimuovete l’eventuale pellicola prima di riporli nel frigorifero, se le acquistate acerbe si conservano a temperatura ambiente fino a maturazione, se mature, si conservano 1 o 2 giorni in frigorifero senza protezione.

LE PESCHE IN CUCINA

Inutile ribadire quanto sia importante consumarle fresche di stagione per l’apporto dei nutrienti che si perdono quando le pesche sono sottoposte a cottura.
Certo,  avere a disposizione in giardino, un bell’albero di pesche, ci fa  pensare al modo di sfruttare al meglio tutta la frutta generosamente offerta.
Via libera a torte, marmellate e pesche sciroppate, ma scusate se insisto, vediamo qualche utilizzo del prodotto fresco.

Frullate, sole o  con l'aggiunta di altri succhi di frutta come quello di mela, costituiscono un ottimo aperitivo analcolico che facilita la digestione, ottimo drenante,  per gli adulti si può pensare anche all’aggiunta di un buon prosecco.

Per grandi e piccini, un gustoso ghiacciolo alla pesca, senza aggiunta di zucchero, basta frullare le pesche e riempire gli appositi stampini. Lasciare nel freezer per almeno 12 ore.

La pesca rappresenta un elemento indispensabile per la SANGRIA di cui esistono numerose varianti e interpretazioni. 
Questa è la mia.
Fate sciogliere sul fuoco 100 g di zucchero in 200 ml di acqua con 2 fiori di anice stellato, 4 chiodi di garofano, un po’ di cannella in polvere, la scorza di un’arancia e quella di un limone (evitate la parte bianca). Lasciate raffreddare e aggiungete il vino rosso in una capiente brocca a cui aggiungerete un bicchierino di liquore, brandy o Grand Marnier, uno o due bicchieri di spumante secco o, in alternativa, due bicchieri di gassosa. Lasciate al fresco per almeno 12 ore e poi filtrate.  Aggiungere 3 pesche gialle a dadini, un’arancia  e un limone tagliati a rondelle e una mela, lasciare riposare almeno un paio d’ore prima di servire con cubetti di ghiaccio. Decorate con fettine d’arancia.
Se invece avete poco tempo, i dadini di pesca li potete far macerare per mezz’ora nel vino rosso: dessert tradizionale.

Un dolce fresco e poco laborioso con le pesche si ottiene frullando una pesca, per persona, con un cucchiaino di zucchero di canna e 4 biscotti sbriciolati, io utilizzo anche quelli secchi, ma gli amaretti sono i più indicati, anche se non a tutti sono graditi. Montate a parte della panna montata, aggiungetela al composto, 2 o 3 cucchiai,  amalgamando bene gli ingredienti e ponete in freezer per almeno 4 ore. Potete riempire degli stampini monoporzione da togliere dal freezer 20 minuti prima di servire.

LA PESCA IN COSMETICA è, fra tutti i vegetali utilizzati per rendere la pelle morbida, la più efficace.

Maschere di bellezza:
PELLI SECCHE e SENSIBILI.
Maschera nutriente: schiacciare la polpa di una pesca matura e applicarla sul viso per 20 minuti. Aggiungendo un cucchiaio di olio d'oliva, otterrete una pelle vellutata e nutrita. Sciacquare con acqua tiepida.
Il succo della pesca costituisce un ottimo tonico.
CAPELLI.
Maschera riequilibrante per capelli grassi: la polpa di due pesche frullata, 1 cucchiaio di argilla verde e il succo di mezzo limone rappresentano un impacco da applicare sui capelli per 20/30 minuti, prima dello shampoo.
Se invece volete nutrire i capelli sostituite l'argilla con 1 cucchiaio di yogurt.

Scritto da Angela Ballarati
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Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a scopo informativo, si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare, evitare in caso di ipersensibilità accertata verso uno dei componenti. I suggerimenti e le indicazioni descritte in quest'articolo non intendono in alcun modo sostituire le terapie consigliate dal proprio medico curante. L'autrice non è responsabile delle possibili conseguenze legate all'incompleta od erronea interpretazione del testo. Le foto e i testi sono riproducibili, non a scopo di lucro, altrove, solo citando la fonte: autore e link attivo del blog. Questo blog non rappresenta una testata giornalistica poiché è aggiornato senza nessuna periodicità, pertanto , non può considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 07.03.2001. 

venerdì 17 luglio 2015

OLIO ESSENZIALE DI LAVANDA, proprietà e usi della tisana e dell’olio essenziale

L’olio essenziale e la tisana di  LAVANDA sono CALMANTI NATURALI
La lavanda aiuta  la DIGESTIONE, allevia i DOLORI REUMATICI, le SCOTTATURE e, nelle “erbe provenzali”, è utilizzata in CUCINA.
Ma c’è dell’altro …

PROPRIETA' dei FIORI di LAVANDA.

La lavanda è molto nota per l'Olio essenziale, ma i fiori essiccati hanno proprietà che vale la pena di approfondire.  I fiori essiccati di lavanda vengono utilizzati nelle tisane per le proprietà SEDATIVE e CALMANTI, favoriscono un sonno sereno, così come il profumo delle candele alla lavanda. Un tempo, si introducevano nei cuscini i fiori essiccati di lavanda per favorire il sonno e si utilizzavano nei bagni caldi per combattere l'insonnia. Trovano utilità anche nelle cefalee, soprattutto quelle tensive e per detergere le piaghe (infuso di lavanda).  Stimolano la bile e funzionano come aperitivo stimolando l’appetito; trovano indicazioni nella disappetenza, facilitano la digestione e sono benefici in caso di flatulenza, in virtù delle proprietà antidispeptiche e carminative (antiflatulenza). Si utilizzano per la produzione di saponi, dentifrici e colluttori per l'igiene della bocca, perchè alleviano le infiammazioni del cavo orale, ma anche in pomate battericide per il potere antisettico. Fanno parte del mix di erbe aromatiche “erbe provenzali”,  o Herbes de Provence,  usate in cucina, in un mix contenente salvia, timo,basilico, rosmarino, santoreggia e altre spezie che aromatizzano piatti di carne o pesce, ma anche uova e verdure al vapore. Per uso esterno, l'alcolato di Lavanda si usa in frizioni per calmare il prurito e donare sollievo nei dolori reumatici.
In Italia la produzione è in aumento, le specie coltivate sono principalmente la Lavanda Vera, cioè la Lavandula Officinalis, e un ibrido coltivato soprattutto in Liguria, ma possiamo coltivarla anche nel nostro giardino, in modo molto semplice  e alla portata di qualsiasi neofita. Il profumo della lavanda attira le api e oltre all'olio essenziale, si produce un miele aromatico molto raro.

TISANA di FIORI di LAVANDA: versare 100 ml di acqua bollente su 2 g di fiori, coprire, lasciare riposare per 10 minuti e filtrare.
In caso di acne, foruncoli o pelle grassa, imbevete una pezzuola nella tisana e applicatela sulle parti interessate per 10 minuti, 2 o 3 volte al giorno.
Per chi soffre di insonnia e nervosismo è utile bere 2 o 3 tazze al giorno di tisana di lavanda o in alternativa la tintura madre, acquistabile in erboristeria.
La tisana è utile in caso di tosse e nei disturbi gastrointestinali con irritabilità gastrica e meteorismo, specie di origine nervosa.
Messèguè consiglia un pediluvio rilassante, ma anche un bagno alle mani, con mezza manciata di pianta per litro d’acqua e bagni completi con un buon mazzo di lavanda nella vasca.

Messèguè consiglia di “servirsi della lavanda come delle altre erbe aromatiche della famiglia delle Labiate. E’ grande amica dello stomaco, è diuretica, sudorifera, vermifuga e stimolante … la lavanda è benefica nella cura dell’asma, dei deperimenti generali, dell’influenza, dei malanni del fegato e della milza, dell’itterizia, delle congestioni, della leucorrea e della debolezza degli occhi. Ci avvarremo di questa pianta anche per curare malattie della pelle (eczemi, acne, ecc.) … i gargarismi e gli sciacqui guariscono le piccole lesioni della bocca. Le inalazioni affrettano la guarigione dei raffreddori, delle influenze, dei mal di gola e delle bronchiti.”

QUALI SONO I COMPONENTI BENEFICI DELLA LAVANDA

Le infiorescenze della lavanda contengono oli essenziali, ai quali si devono principalmente le numerose proprietà benefiche. Fra gli oli contenuti il principale è il LINALOLO, a seguire acetato di linalile, canfora, eucaliptolo, ecc. Contiene acido rosmarinico, saponine, tannini e fitosteroli.
La lavanda deve il suo aroma al Linalolo e all’acetato di linalile, alte percentuali di canfora e eucaliptolo, lo alterano. Per questo dal 1930 si è ricorso agli ibridi, chiamati lavandini.
Ai suoi componenti si devono le proprietà BATTERICIDE, ANTISETTICHE, ANTISPASMODICHE, CARMINATIVE, COLAGOGHE, DIGESTIVE, ANTIDEPRESSIVE, ESPETTORANTI, CALMANTI DELLA TOSSE, CICATRIZZANTI, REPELLENTI per gli insetti, DECONGESTIONANTI e ANTINFIAMMATORIE.
La Lavandula Officinalis appartiene alla famiglia delle Lamiaceae (ex Labiate) è una pianta cespugliosa, perenne, sempreverde  con altezza variabile da 50 a 100 cm; i suoi steli legnosi, drittissimi sono ornati da foglie opposte lanceolate, cotonose che le conferiscono il tipico colore grigiastro. I fiori, color porpora o “color lavanda”  si trovano, in piccole spighe, al termine del fusto e vengono raccolti in piena fioritura in giugno-luglio. Cresce nella regione Mediterranea, nella Provenza francese e in Italia, dove possiamo osservare interminabili distese lilla che rilassano solo a guardarle, un campo di lavanda vera in fiore va, dal rosa pallido al blu viola al blu lilla e blu celeste: spettacolare!  L'aspetto del fogliame, così come quello dei fiori, accomuna tutte le specie.
Cresce spontanea fino a 1800 metri su terreni pietrosi, viene coltivata un po' dappertutto su scala industriale.

Comprende circa 40 specie, ma in generale, si trovano in commercio la LAVANDA EXTRA o montana, della Haute Provance della Francia del sud che è rara e preziosa, la LAVANDA VERA, officinalis o angustifolia  sempre preziosa, la LAVANDA IBRIDA o Lavandino più conosciuta e più economica e la LAVANDA SPICA  che con la sua nota canforata è adatta al massaggio sportivo e alla sauna.
La lavanda con il suo profumo unico , deciso, fresco e floreale, è il principale ingrediente di sacchetti profumati, pot-pourri e molte acque di colonia. Essiccata viene impiegata  nell'industria dei profumi, per mantenere fresca la biancheria e allontanare le tarme o almeno, questi sono i suoi usi più conosciuti e popolari, ma il suo utilizzo come pianta officinale in erboristeria, in cosmetica e nella medicina tradizionale, risale alla notte dei tempi. Da sempre è componente di tisane, decotti e pomate. Le varie specie di lavanda presentano proprietà e principi attivi simili.

In casa, per tenere lontane le tarme dagli armadi e profumare la biancheria: riempite dei sacchettini di tela, vanno benissimo gli innumerevoli sacchetti di matrimoni e comunioni, con una miscela di fiori di lavanda, foglie di eucalipto, menta e verbena odorosa.  Sostituiteli  ai cambi di stagione.

COME COLTIVARLA IN GIARDINO o IN VASO

La lavanda in vaso, acquistata nei vivai, ornamentale, è spesso ibrida.  Acquistate i semi, metteteli in un vaso da posizionare al sole e non fatela marcire per troppa acqua.
Non necessita di grandi cure, angoli ben soleggiati e terreno ben drenato, un'eccessiva  umidità può causare un rapido deterioramento degli arbusti. Necessita di acqua se il terreno è molto asciutto, altrimenti sfrutterà l'acqua naturale delle piogge. La lavanda sopporta anche le gelate, se si rovinano i rami esterni, andranno potati. E’ un sempreverde che fiorisce in primavera inoltrata. Potatela periodicamente per donargli una forma tondeggiante, altrimenti si svilupperà in altezza, lasciando il fusto in basso, completamente privo di vegetazione. I fiori di lavanda si raccolgono nel periodo d’inizio o piena fioritura e l’essiccazione potrà essere effettuata all'aria, all'ombra, in mazzi appesi a testa in giù oppure su dei graticci.
Il profumo della lavanda è sgradito alle zanzare. Questo è già un ottimo motivo per coltivarla, è comunque decorativa e potrete utilizzare i suoi fiori.
Messèguè consiglia la specie officinale.


OLIO ESSENZIALE DI LAVANDA

Le numerose proprietà benefiche della Lavanda sono dovute principalmente ai suoi oli essenziali. L’olio essenziale di lavanda è ricavato dalla Lavandula angustifolia, dalla lavanda latifolia e hybrida da cui si ottiene: olio di lavanda, olio di lavanda spigo e lavandino.  Si ottiene per distillazione in corrente di vapore delle sommità fiorite.
E’ considerato l’olio essenziale con il maggior numero di applicazioni. Vediamone alcune.
PER LA PELLE IRRITATA DAL SOLE O DAL CALDO, frizionate la pelle, dopo il bagno, con olio extravergine di oliva o olio di calendula (50 ml) a cui avrete aggiunto 20 gocce di olio essenziale di lavanda.
PER LE DISTORSIONI O I DOLORI MUSCOLARI miscelate 50 ml di olio di mandorle dolci con 20 gocce di olio essenziale di lavanda e massaggiate le parti doloranti almeno 2 volte al giorno.
PER I DOLORI ARTROSICI l’olio essenziale è utile perché calma i dolori articolari come il torcicollo e la sciatica.
PER L’EMICRANIA massaggiate le tempie con i polpastrelli delle dita su cui avrete fatto cadere 1 goccia di olio essenziale.
PER LA TOSSE mettere due gocce di olio essenziale su un fazzoletto e inalare. Espettorante e fluidificante si utilizza nei suffumigi, per la sinusite e la bronchite.
PER I CAPELLI GRASSI O CON FORFORA. In 50 ml di olio di mandorle dolci aggiungere 20 gocce di olio essenziale. Frizionare il cuoio capelluto con le dita per almeno 15 minuti. Avvolgete la testa con un asciugamano e tenetelo per almeno un paio di ore, quindi lavatevi i capelli. L’applicazione può essere ripetuta una volta a settimana.
IN CASO DI DOLORI ADDOMINALI O MESTRUALI aggiungere 2 o 3 gocce di olio essenziale ad un cucchiaio di olio di mandorle dolci e massaggiare l’addome con movimenti circolari da destra verso sinistra, intorno all’ombelico. Aiuta anche ad eliminare gas e gonfiori intestinali.
IN CASO DI ABRASIONI, PICCOLE FERITE O SCOTTATURE,  l’olio di lavanda è un ottimo cicatrizzante, sempre diluito in olio vettore.
IN CASO DI NERVOSISMO  O ANSIA, aggiungere qualche goccia negli umidificatori dei termosifoni. Ottimo per i bambini agitati.
E’ antisettico, quindi indicato per la detersione delle parti intime in caso di CISTITE o irritazioni. Fare dei semicupi con 3 litri di acqua e 10 gocce di olio essenziale e immergere la parte per almeno 15 minuti.
PER LE PUNTURE DI INSETTI aggiungere 20 gocce a 50 ml di olio di mandorle dolci e applicare sulla parte. E’ utilizzato anche come repellente aggiunto ad una crema base o ad olio vettore.
Per l’ACNE. Nella crema viso di tutti i giorni, aggiungere qualche goccia di olio essenziale
ALTRI IMPIEGHI???
Potete profumare i vostri sali da bagno, aggiungere qualche goccia alla crema per il corpo o alla crema dopo sole …

UN PO' DI  STORIA

Il suo nome deriva dal latino “lavare” perchè lava, purifica il corpo e l'anima e nel Medioevo veniva impiegata appunto, come detergente per il corpo ma veniva preparato anche un medicinale chiamato Sticadore (proveniva dalla Lavandula Stoechas) usato per nausea, vomito, singhiozzo e crampi intestinali. I greci e i romani ne parlavano come un potente stimolante, tonico e stomachico per le sue proprietà antiemetiche, antisettiche, analgesiche, battericide e antinevralgiche. Plinio e Dioscoride lo consigliavano nelle malattie respiratorie e nelle cefalee, considerandola una delle erbe curative più utilizzate all'epoca. Le fumigazioni servivano a disinfettare le stanze dove avevano soggiornato dei malati.  Gattefossè, padre dell'aromaterapia (1937), iniziò i suoi studi sugli oli essenziali perchè si ustionò una mano, durante uno dei suoi esperimenti, e conoscendo l'uso della lavanda per lenire le scottature, immerse la mano in un recipiente contenente olio essenziale di lavanda, notò una più rapida cicatrizzazione  e fu sbalordito dai risultati.

CONTROINDICAZIONI
La tisana non sembra presentare controindicazioni,  è di norma ben tollerata. L’olio essenziale di lavanda è considerato un olio ben tollerato ma è comunque sconsigliato l’uso interno, il contatto con gli occhi e le mucose. Effettuare un test sulla parte interna del braccio per testare eventuali iper-sensibilità.

Scritto da Angela Ballarati
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Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a scopo informativo, si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare, evitare in caso di ipersensibilità accertata verso uno dei componenti. I suggerimenti e le indicazioni descritte in quest'articolo non intendono in alcun modo sostituire le terapie consigliate dal proprio medico curante. L'autrice non è responsabile delle possibili conseguenze legate all'incompleta od erronea interpretazione del testo. Le foto e i testi sono riproducibili, non a scopo di lucro, altrove, solo citando la fonte: autore e link attivo del blog. Questo blog non rappresenta una testata giornalistica poiché è aggiornato senza nessuna periodicità, pertanto , non può considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 07.03.2001.



sabato 11 luglio 2015

ENOTERA, pianta spontanea e commestibile. OLIO di ENOTERA, proprietà e benefici

L’ENOTERA è una pianta spontanea e commestibile conosciuta più per l'OLIO 
L’OLIO è antinfiammatorio, utile per la pelle, in caso di dermatite, sindrome premestruale e in menopausa 



L’enotera,  rapunzia, onagra o erba degli asini, è una pianta originaria dell’America del Nord ma si è diffusa in tutta Europa fin dal 1700. Il suo nome scientifico è Oenothera biennis, famiglia delle Onagraceae, ed ha un ciclo di vita biennale, come dice appunto il suo nome. Nel primo anno nasce e si forma una rosetta sul terreno da cui, nel secondo anno, si sviluppa il fusto, eretto e non ramificato, che può arrivare al metro e mezzo. Le foglie sono lanceolate e all’apice si forma un grappolo di fiori gialli a quattro petali che si aprono dopo il tramonto. Si trova lungo le spiagge e i fiumi, nel Nord Italia, raramente in Centro e Meridione e predilige i luoghi aridi e sabbiosi. Cresce ai bordi delle strade, l’ho intravista spesso nell’hinterland milanese in quanto presente in tutta la Pianura Padana.
Le parti utilizzate sono le radici che si raccolgono in autunno, i semi dopo la fioritura e le sommità fiorite, da giugno a luglio.
Oggi viene impiegata anche come pianta ornamentale.

QUALI SONO I COMPONENTI BENEFICI

L’enotera è ricca di MUCILLAGINI, in minor concentrazione rispetto all’aloe vera, all’altea e alla malva; le mucillagini sono glicoproteine appiccicose che hanno la proprietà di gonfiarsi con l’acqua svolgendo un’azione lassativa. Svolgono anche un’azione calmante sulla tosse e un effetto antinfiammatorio ed emolliente nei confronti dello stomaco e dell’intestino. Contiene inoltre TANNINI, dalle proprietà astringenti, antidiarroiche, antinfiammatorie, soprattutto a carico dell’apparato gastro-intestinale e GLUCOSIDI.
Dai SEMI dell’ENOTERA, per pressione meccanica, si ricava un olio ricco di acido linoleico e acido gamma linoleico (Gla), acidi grassi polinsaturi preziosi antinfiammatori. Dell’olio ne parliamo dopo.

COME SI UTILIZZA LA PIANTA?

Come ALIMENTO, le radici dell’enotera si utilizzano in cucina come quelle della carota, fin dal 1600. Occorre lavarle accuratamente e poi metterle a bagno in acqua fredda, per almeno un’ora, dopo aver spuntato le due estremità. Raschiate poi la superficie, tagliatele a pezzi, eliminando la parte centrale più dura e tenendole a bagno, in acqua e aceto, per evitare che anneriscano. Infine lessatele in acqua salata e succo di limone. Si consumano in insalata o stufate in olio e aromi. Le radici giovani possono essere consumate come insalata, la radice grande si consuma bollita al termine della fioritura come contorno.
Anche le foglie giovani sono commestibili, sia cotte che crude, così come i petali dei fiori. A onor del vero, non ho mai assaggiato la pianta, solo recentemente l’ho identificata,  ma essendo a bordo strada, non la raccolgo. Le piante di cui ci cibiamo dovrebbero essere raccolte in luoghi incontaminati (per quanto possibile a questo mondo!).

TISANA di ENOTERA. La tisana si produce versando 100 ml di acqua bollente su circa 2 g di sommità fiorite, lasciar riposare 10 minuti e filtrare. La tisana è indicata per alleviare gli spasmi della tosse.

DECOTTO PER USO ESTERNO. Il decotto si ottiene versando 120 ml di acqua fredda su 6 g circa di sommità fiorite. Portare a ebollizione e lasciare sobbollire per 10 minuti, quindi filtrare. Il decotto è utile per lenire le irritazioni della pelle in caso di eczema e psoriasi. Imbevete una pezzuola nel decotto e applicate sulla parte da trattare più volte al giorno.

OLIO DI ENOTERA

L’olio di enotera è ricco di acidi grassi polinsaturi, acido linoleico (Omega-6) e gamma linoleico (Gla), quest’ultimo, raro in natura e prodotto dall’organismo a partire dall’acido linoleico, è  importante perché con l’età diminuisce.  In percentuale minori sono presenti acido oleico e palmitico.
Contiene minerali come il calcio, il ferro, il fosforo, il rame, potassio e magnesio, oltre a vitamine e aminoacidi.
Gli acidi grassi polinsaturi rendono l’olio di enotera indicato nel trattamento e nella prevenzione di alcuni stati infiammatori come la dermatite atopica, l’artrite reumatoide, tensione e dolore al seno durante il ciclo mestruale, sintomi della menopausa, sindrome premestruale, diabete e patologie coronariche. Questo perché l’acido gamma-linolenico inibisce la sintesi di un tipo di prostaglandine pro-infiammatorie, lo stesso meccanismo d’azione di alcuni farmaci antiflogistici e analgesici.
Uno studio pilota randomizzato effettuato nel 2010 dalla clinica Mayo, in Minnesota, è arrivato alla conclusione che la somministrazione di olio di enotera, associato alla vitamina E, per sei mesi, ha ridotto la gravità dei sintomi di mastalgia (tensione al seno) durante il ciclo mestruale.  Standard di dosaggio ottimale e regimi di trattamento attendono chiarimenti in ulteriori studi.
Il Ministero della Salute egiziano (2015) ha condotto uno studio sui ratti per studiare l’olio di enotera (per l’azione dei Gla, antinfiammatori e antiossidanti), associato alla somministrazione di analgesici tradizionali, come strategia per frenare la progressione dell’artrite reumatoide. L’uso congiunto è stato definito promettente.
Uno studio randomizzato, su donne in menopausa, svolto dall’Università di medicina di Teheran, ha concluso che la somministrazione di olio di enotera ha diminuito le vampate.
L’olio di enotera viene spesso prescritto come integratore per le sue proprietà antinfiammatorie, antiallergiche e come preventivo nelle patologie cardiovascolari. Si acquista in erboristeria o farmacia sotto forma di opercoli per uso interno, ma è disponibile anche per uso cosmetico o come componente, in vari preparati cosmetici per la cura della pelle, come anti-rughe e per mantenerne l’elasticità. 
Perfetto per la pelle secca perché idrata. Per qualsiasi uso, è importante che sia spremuto a freddo per mantenere inalterate le proprietà che potrebbero alterarsi col calore.
Dato il suo odore, per molti non gradevole, per uso cosmetico può essere arricchito con oli essenziali. Io aggiungo qualche goccia di olio essenziale di arancio, per le pelli sensibili anche qualche goccia di camomilla o lavanda. La mirra è un ottimo antirughe, se vi piace la fragranza … deve essere un piacere, quindi sperimentate. 
Potete anche decidere di miscelare l’olio di enotera con quello di calendula, con effetto lenitivo, come dopo-sole, per le pelli irritate.

Si CONSERVA in luogo buio, fresco e asciutto, ma per evitare qualsiasi deterioramento, facile per la ricchezza di acidi grassi polinsaturi, io lo conservo in frigorifero.

CONTROINDICAZIONI. Per tisane e decotti non si conoscono controindicazioni, anche se una terapia richiede il parere medico. L’olio di enotera va somministrato dietro indicazione medica, può provocare nausea, cefalea e ha interazioni farmacologiche. E' controindicato a chi è affetto da epilessia o assume farmaci neurolettici.

Scritto da Angela Ballarati
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domenica 5 luglio 2015

ANGURIA, proprietà, sceglierla, conservarla e i suoi SEMI? Sono commestibili ... GHIACCIOLI ALL'ANGURIA

ANGURIA, rinfrescante e naturalmente dolce, contiene citrullina e licopene, provato ANTITUMORALE
PROPRIETA’,  BENEFICI,  come SCEGLIERLA e CONSERVARLA
E i suoi SEMINI? Non buttateli … sono commestibili 
COME OTTENERE SEMPLICI  GHIACCIOLI ALL’ANGURIA PER MERENDA


L’anguria o cocomero (Citrullus lanatus) appartiene alla famiglia delle Cucurbitaceae, come il cetriolo, il melone …
Sia il nome anguria, dal greco, che il nome cocomero, dal latino, significano cetriolo.
E’una pianta originaria dell’Africa, in Italia viene coltivata soprattutto in Meridione,  che presenta un fusto rampicante, grandi foglie pelose e un frutto che può raggiungere anche i 20 Kg di peso.
Le angurie sono disponibili da maggio a settembre, la polpa è, generalmente rossa, ma ci sono anche le angurie a polpa gialla e anche i semi, neri, si possono trovare bianchi o gialli.

QUALI SONO LE PROPRIETA’ NUTRITIVE DELL’ANGURIA

Che sia ricca d’acqua è risaputo, più del 90%, che sia dolce anche, infatti contiene zuccheri semplici che la rendono un prelibato e dissetante spuntino nelle calde giornate estive: una fetta d’anguria rinfresca e idrata.
Contiene vitamine come la A, la C e la B6 oltre a sali minerali come magnesio, potassio che reidratano, integrando i minerali persi con il sudore,  e contrastano la spossatezza causata dal caldo.
-          La RITENZIONE IDRICA, una delle cause dell’antiestetica CELLULITE, si combatte con la giusta idratazione, una dieta povera di sodio, cibi ricchi di vitamina C, che protegge i capillari sanguigni, e ricchi di potassio e magnesio, che aiutano a depurare l’organismo contrastando la ritenzione, minerali contenuti appunto, nell’anguria.
-          L’anguria contiene CITRULLINA, un aminoacido non essenziale (isolato per la prima volta nel cocomero), cioè che il nostro corpo è in grado sintetizzare, presente nel fegato e nei reni. La citrullina è balzata agli onori della cronaca come AFRODISIACO,  aldilà di ogni considerazione, per il suo effetto vasodilatatore, dovrebbe aiutare.
      Sempre la citrullina è un precursore dell’arginina, proteina che stimola il sistema immunitario, e che migliora l’elasticità dei vasi sanguigni apportando un beneficio al sistema CARDIOCIRCOLATORIO.
      Inoltre riduce L’AFFATICAMENTO MUSCOLARE, aumentando le prestazioni e accelerando il recupero, tanto che esiste una vasta gamma di integratori in commercio, per gli sportivi. La citrullina e le sue conversioni sono oggetto di studio e ricerca per l’artrite reumatoide e altre malattie autoimmuni (PubMed). Piccolo neo: la maggior concentrazione di citrullina si trova nella parte bianca dell’anguria.
-          Favorendo la diuresi, aiuta in caso di IPERTENSIONE.
-          CAROTENOIDI contenuti nell’anguria e nella verdura e frutta a colorazione giallo-arancione-rosso, come il peperone, il pomodoro, l’albicocca,  sono preziosi antiossidanti che contrastano l’azione dei radicali liberi, responsabili dell’invecchiamento cellulare. Giocano quindi un ruolo importante nel nostro sistema immunitario. Il LICOPENE è un carotenoide  contenuto nell’anguria, e anche nei pomodori, che secondo numerosi studi avrebbe proprietà ANTITUMORALI
-          L’anguria è POVERA DI CALORIE, quindi perfetta come dolce rinfrescante per le sempre a dieta anche se i diabetici devono porre attenzione nel consumo.

Nella Medicina Tradizionale Cinese (MTC) l’anguria è un alimento Yin, indispensabile in estate per attenuare il surriscaldamento provocato dall’eccesso di calore della stagione estiva che è Yang.

COME SCEGLIERE UN’ANGURIA MATURA

Chiaramente, l’anguria, più è matura e più è dolce, e una volta raccolta, smette di maturare.
Quali sono le caratteristiche a cui prestare attenzione per sceglierne una matura al punto giusto?
Il primo esame è quello visivo. L’anguria si deve presentare priva di ammaccature e il punto in cui poggiava a terra deve avere un colore giallognolo, se si presenta bianco o verde, probabilmente non è sufficientemente matura. Quelle di colore verde più scuro, sono le più dolci, con linee regolari ed equidistanti. Il picciolo non deve presentarsi secco, infine, bussare con la mano chiusa a pugno, è l’ultimo test, dovrà suonare “a vuoto”. Se la acquistate già affettata, scegliete quella di colore rosso con i semi belli neri, dovrebbe essere più dolce e si dovrebbe capire se si presenta farinosa. Dimenticavo, prima di affettarla lavatela, è stata a contatto col terreno.
La parte bianca dell’anguria contiene citrullina e altri nutrienti, per cui consumatela insieme alla parte rossa più dolce. E poi …
DELLA SERIE NON SI BUTTA NULLA …
-“chutney fatto con la buccia dell’anguria: si utilizza sia lo strato di polpa bianco che la buccia verde. Basta lavarla, tagliarla a cubetti e metterla sul fuoco in una pentola con cumino, peperoncino tritato, zucchero, aceto e un pizzico di sale. Cuoce in 40 minuti, poi deve riposare dentro vasetti sterilizzati per 15 giorni. È gustosissima, ideale accompagnamento per formaggi stagionati e piadine”- (blog ecocucina di Lisa Casali). In questo caso direi che acquistarla BIO è d’obbligo.

COME SI CONSERVA
Probabilmente molti di voi già lo sanno.  Se l’anguria è intera si può conservare fuori dal frigorifero, in ambiente asciutto e fresco, anche per una settimana, dipende dal grado di maturazione, ma se è già tagliata, deve essere consumata entro 3/4 giorni. Non amo la pellicola, ma per evitare che il suo forte aroma possa intaccare altre preparazioni in frigorifero, o che l’anguria stessa ne acquisti, meglio usarne un po’. Io scelgo la pellicola senza pvc, è riportato sulla confezione.

E I SEMI DELL’ANGURIA???

I semi dell’anguria contengono vitamine del gruppo B, la B1, la B3, B9 o acido folico, importante per il buon funzionamento del sistema nervoso, per produrre globuli rossi, prevenire l’anemia e in gravidanza. Non manca l’apporto minerale, potassio, magnesio (in 100 grammi è contenuta la razione giornaliera di questo minerale che aiuta l’assorbimento del calcio), ferro, manganese, zinco, rame e fosforo. Questi preziosi semi sono anche una buona fonte di proteine e acidi grassi essenziali, come gli Omega-6, acidi grassi polinsaturi, necessari per la corretta funzionalità di tutti i tessuti, per la regolazione del colesterolo, per mantenere la pelle idratata e allontanare i segni del tempo. Come con i semi di lino, il rivestimento esterno dei semi di anguria è molto duro, e per rendere disponibili i nutrienti, devono essere triturati o masticati. Non rappresentano quindi un inutile fastidio, infatti  in Medioriente e in Asia vengono essiccati, tostati e consumati nelle insalate o nelle zuppe, se ne ricava anche un olio utilizzato a fini cosmetici per la pelle e per i capelli. Tenete presente che sono semi, quindi il loro apporto calorico è importante, oltre ad essere leggermente lassativi. Una dieta varia e non esagerare è sempre saggio.

GOLOSI GHIACCIOLI ALL’ANGURIA

Ingredienti: un’anguria ben matura di 1 Kg circa o qualche fetta, in base ai ghiaccioli che si vogliono ottenere.
TAGLIATE l’anguria a fette e privatela dei semi e della buccia, FRULLATE la polpa nel frullatore in modo da ottenere un composto omogeneo, infine VERSARE il composto nelle formine lasciandole nel freezer per 8/10 ore circa.

Scritto da Angela Ballarati
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