domenica 29 marzo 2015

LIMONE, come CURARSI col LIMONE e le sue PROPRIETA'

LIMONE, frutto dalle MILLE VIRTU’, dalla CURA DISINTOSSICANTE all’ARTRITE, passando dal RAFFREDDORE, col rimedio della nonna



Fra gli agrumi, il limone è il ré, è quello che possiede maggiori proprietà curative, tanto da essere chiamato Citrus Medica. E’ infatti ricco di benefici oli essenziali, è un frutto fra i più ricchi di vitamina C, ma contiene vitamine del gruppo B, vitamina P e vitamina A. La sua scorza contiene buone quantità di flavonoidi, noti antitumorali,  oli essenziali, con proprietà antibiotiche e disinfettanti, oltre a sali minerali come il calcio, il ferro, il manganese, il rame e il fosforo . Decisamente rinfrescante, diuretico, vermifugo, tonico, ricostituente, antianemico, rimineralizzante, le sue innumerevoli proprietà non scaturiscono dal singolo principio ma dall’armonico contributo di sostanze che interagiscono fra di loro, come per tutte le piante.

COME SI SCEGLIE

Il limone deve avere un colore brillante, una buccia integra, soda, senza macchie e poco rugosa. Per verificare che sia fresco, occorre controllare che la rosetta a cui il picciolo è attaccato, sia di colore verde.  E’ importante che sia fresco perché il contenuto in vitamina C, si degrada rapidamente anche se conservato in frigorifero, per cui, meglio non fare scorte. Reperibili ovunque, è meglio acquistare limoni  BIO, perché anche la buccia si utilizza, grattugiata nei dolci ad esempio, ed è importante che non siano stati trattati con difenile, ortofenifenolo, cera d’api o gommalacca … Sapevate che è nella buccia la maggior concentrazione di vitamina C???

QUALI SONO LE SUE PROPRIETA’

-         E’ DEPURATIVO e DISINTOSSICANTE.  Bere un bicchiere di acqua calda e mezzo limone spremuto, al mattino a digiuno, per 15/20 giorni, oltre a fornire vitamina C all’organismo,  aiuta il fegato a produrre la bile e costituisce una pulizia per il tratto gastroenterico. Aiuta a regolarizzare l’intestino, e se associato ad una dieta adeguata, AIUTA A PERDERE PESO
                                               
-         STIMOLA LE DIFESE DELL’ORGANISMO rafforzando il sistema immunitario per far fronte alle aggressioni di virus e batteri.

-          E’ UTILE NEL MAL DI GOLA, disinfetta il cavo orale in modo naturale. Aggiungere ad un cucchiaio di miele (emolliente e lenitivo) il succo di mezzo limone, mescolare bene e assumerne a cucchiaini durante la giornata.

-         PREVIENE LA CALCOLOSI RENALE. Da alcune ricerche condotte, risulta in grado di alcalinizzare l’urina troppo acida. Il succo di limone è utilizzato in presenza di calcoli di cistina.

-         E’ COAGULANTE quindi utile in caso di epistassi o sanguinamento gengivale. Mettere alcune gocce di succo di limone su un batuffolo di cotone e tamponare la parte.

-         PER DISINFETTARE LE FERITE (attenzione, brucia) o le punture di insetti quando non si ha altro a portata di mano. Ma anche in caso di FORUNCOLI, ACNE, PICCOLE VESCICHE, qualche goccia di limone favorisce la guarigione per le sue proprietà antivirali e antisettiche.

-         AIUTA LA DIGESTIONE DIFFICILE e la digestione dei grassi, se assunto dopo il pasto con poca acqua. Stimola la produzione di bile.

-         AIUTA IN CASO DI COLESTEROLO ALTO  e CALCOLI ALLA CISTIFELLEA, se bevuto abitualmente e in quantità significative.

-         IN CASO DI NAUSEA O DIARREA. Tenere in bocca una fettina di limone, e nella diarrea, spremere mezzo limone nel tè.

-         Nei REUMATISMI,  nei dolori ARTRITICI  e della gotta, il limone viene consigliato, insieme ad una dieta sfiammante senza cereali raffinati, carne, latte e latticini,  per ripristinare l’equilibrio acido-basico, ed essendo diuretico, ripulisce dalle tossine. Viene consigliato 1 limone al giorno a digiuno per due mesi.

-          Grazie al contenuto di vitamina C, favorisce la corretta FLUIDITA’ DEL SANGUE e alcuni studi, pubblicati da Lancet, hanno dimostrato che la somministrazione regolare di vitamina C RIDUCE LA PRESSIONE ARTERIOSA.

-          Come SBIANCANTE il limone viene usato per le macchie di nicotina sulle dita o sui denti. Sulle dita, strofinare uno spicchio di limone e nutrirle poi con olio di mandorle dolci, è un vero e proprio trattamento di bellezza per le mani. Per i DENTI invece, affondare i denti in uno spicchio di limone fino alla buccia e strofinare; da eseguire per una settimana.

-         RICICLO: le scorze di limone che non utilizzate, fatele seccare sopra il calorifero (profuma l’ambiente) e poi riponetele, in sacchetti, negli armadi, come antitarme.

-         RIMEDIO DELLA NONNA in caso di RAFFREDDORE. Ai primi sintomi, cioè quando in gola si sente quel “pizzicorino”, mangiare un limone intero, buccia compresa,  naturalmente BIO.

Del limone, in erboristeria, si può acquistare il MACERATO GLICERINATO, ottenuto dalla macerazione in alcol e glicerina della scorza esterna dei rami giovani della pianta e l’OLIO ESSENZIALE. L’olio essenziale di limone trova impiego e utilità in molti campi ed è uno di quelli che consiglio di tenere sempre in casa.
Alla prossima con l’olio essenziale di limone.

Scritto da Angela Ballarati.


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Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a scopo informativo, si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare, evitare in caso di ipersensibilità accertata verso uno dei componenti. I suggerimenti e le indicazioni descritte in quest'articolo non intendono in alcun modo sostituire le terapie consigliate dal proprio medico curante. L'autrice non è responsabile delle possibili conseguenze legate all'incompleta od erronea interpretazione del testo. Le foto e i testi sono riproducibili, non a scopo di lucro, altrove, solo citando la fonte: autore e link attivo del blog. Questo blog non rappresenta una testata giornalistica poiché è aggiornato senza nessuna periodicità, pertanto , non può considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 07.03.2001

martedì 24 marzo 2015

ASPARAGI DEPURATIVI: PROPRIETA', CONTENUTI e BENEFICI

DEPURIAMOCI CON GLI ASPARAGI
6 VALIDI MOTIVI per metterli in tavola.


L’asparago o Asparagus officinalis, della famiglia delle Liliaceae, è una pianta che cresce fino a 1-2 metri, con piccoli fiori verdastri che si trasformano in bacche rosse. In cucina si utilizzano i turioni, o germogli, della pianta giovane. E’ un ortaggio prevalentemente coltivato, di colore verde o bianco (coltivato interrato, in assenza di luce) ma si trova, di questa stagione, anche quello selvatico. 
Quello selvatico, Asparagus acutifolius, sempre della famiglia delle Liliaceae, si trova in tutto il bacino Mediterraneo, si raccoglie da aprile a maggio e si distingue perché è più sottile e presenta una piccola punta violacea. In Lombardia, nei luoghi incolti,  in primavera, si raccoglie quello che viene chiamato asparago selvatico,  in realtà si tratta del  luppolo selvatico,  anch’esso utilizzato per frittate, risotti e minestre.
Per preparare gli asparagi, si pareggiano, si legano con un filo, per farne un mazzo, e si mettono in piedi in una pentola alta e stretta, con acqua, che permetta alle punte di fuoriuscire di 4 cm circa,  si fanno bollire per 10-20 minuti. E’ possibile anche tagliare le parti più tenere, fino a dove si presentano troppo duri, e cuocerli al vapore, conditi con olio e limone, mantengono inalterate le proprietà; la parte inferiore, quella bianca, si può pulire con un pela patate fino a renderla morbida, ma il tempo di cottura risulta maggiore, quindi iniziare la cottura a vapore coi gambi e poi a metà cottura inserire le punte.

COSA CONTIENE L’ASPARAGO e QUALI SONO I BENEFICI

1 - La vitamina A e il manganese, presenti negli asparagi, aiutano a purificare il fegato e, a cascata, ne trae un beneficio anche alla pelle.

2 - Depurano il sangue e favoriscono la guarigione delle affezioni della pelle, come gli  eczemi.

3 - Le saponine (presenti soprattutto nella radice), dall’azione mucolitica, e i flavonoidi presenti, diminuiscono il rischio di calcoli renali e alla vescica, come la cipolla (stessa famiglia) sono diuretici.

4 - Sono ricchi di rutina (definita vitamina P), un flavonoide, che oltre ad esercitare un’azione antiossidanterinforza le pareti dei capillari.

5 - I grassi sono praticamente assenti e contengono poche calorie, 25Kcal su 100g.

6 - Per la convalescenza e chi si deve riprendere dalla malattia, sono consigliati come rimineralizzanti, per la presenza di fosforo, calcio, magnesio, potassio, acido folico e vitamine del gruppo B.

Il consumo di asparagi può dar luogo ad un’urina dall’odore forte, causata dal contenuto in zolfo.
Gli asparagi coltivati si vendono a mazzi, con lunghezze omogenee devono presentarsi sodi e teneri, non solo sulle punte. Il periodo migliore per l’acquisto va da marzo a giugno, altrimenti sono di serra.
Oltre al turione, dell’asparago vengono utilizzate anche le radici, in erboristeria. Il DECOTTO di radici si utilizza per ritenzione di liquidi e reumatismi cronici, mentre la TINTURA MADRE (radici macerate in alcol) è un coadiuvante nelle diete dimagranti e previene la tendenza ai calcoli renali.

PRECAUZIONI. L’asparago, sia come alimento che sotto forma di tintura madre, è sconsigliato a chi soffre di infiammazione ai reni, di cistite o gotta.

Scritto da Angela Ballarati
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giovedì 19 marzo 2015

DEPURARSI IN MODO SEMPLICE E NATURALE



GONFIORI ADDOMINALI, PESANTEZZA, STANCHEZZA E SONNOLENZA?



8 MODI, SEMPLICI E NATURALI, PER RIPULIRE L'ORGANISMO DALLE TOSSINE E SENTIRSI PIU' LEGGERI E DINAMICI 







In primavera, ma anche più volte l'anno in qualsiasi stagione, ripulire l’organismo dalle tossine porta benefici evidenti in poco tempo: pelle più tonica e luminosa, pancia piatta e via i gonfiori addominali. Depurarsi in modo naturale è consigliabile in primavera, come per le pulizie di primavera in casa, si fanno per rinnovare e ripulire dopo la chiusura invernale, così rinnoviamo e rigeneriamo anche il nostro organismo, dall’interno. 
Un periodo depurativo si esegue anche in autunno, per prepararsi al periodo invernale, bastano poche settimane. 
Eliminare le tossine è un processo ininterrotto e fisiologico e la salute è in rapporto alla capacità di disintossicarsi. E’ ovvio che più le abitudini alimentari e di vita sono sane, meno gravoso è il compito dell’organismo. 
Un’alimentazione equilibrata e sana, riduce i rischi connessi con l’avere troppe tossine in circolo. Le fibre assorbono parte delle tossine eliminandole e le vitamine contenute nella frutta e nella verdura, contrastano l’azione dei radicali liberi.

Come eliminare le tossine in modo dolce e naturale?

Per depurarsi è necessario stimolare quegli organi, detti organi emuntori, che hanno il compito di eliminare le tossine che si accumulano nell’organismo a causa dei farmaci, dell’alimentazione non corretta, dell’inquinamento ambientale,  fattori  che ci fanno sentire appesantiti, stanchi, doloranti, rigidi, con l’alito pesante e cattivo (avete presente quella patina spessa sulla lingua?). 
Gli organi emuntori sono i reni, i polmoni, il fegato, la pelle e l’intestino.
Alcuni interventi sono davvero semplici e facilmente attuabili, vediamo quelli più semplici.

-         BERE PIU’ ACQUA durante il giorno e lontano dai pasti, almeno un litro al giorno, eliminando le bibite e i succhi dolcificati.

-         ACETO DI MELE. Regola l’equilibrio della flora batterica intestinale,è drenante per il fegato, brucia i grassi ed è disintossicante. Bere un cucchiaino di aceto di mele e uno di miele in mezzo bicchiere d’acqua tiepida al mattino a digiuno per 15 giorni, oltre a depurare, arricchisce la flora batterica intestinale.

-         ACQUA E LIMONE. Sistema semplice e veloce per fare il pieno di vitamina C (antiossidante) e per depurare. Il limone, oltre ad essere depurativo, è un alcalinizzante, rafforza il sistema immunitario, è antireumatico e antigottoso, facilita la perdita di peso e la digestione, stimola la peristalsi e l’evacuazione. Al mattino a digiuno, bere un bicchiere d’acqua tiepida con mezzo limone spremuto, per 15 o 20 giorni.

-         CURCUMA, antitumorale, antinfiammatoria e depurativa per il fegato, si può assumere in estratto secco (la trovate in erboristeria), se non si soffre di calcolosi biliare o patologie epatiche, per tre settimane.

-         ARGILLA VERDE VENTILATA per uso interno. E’ cicatrizzante e depurativa, stimola le funzioni di fegato, bile e reni. Preparare la sera un bicchiere di acqua con mezzo cucchiaino di argilla verde ventilata, mescolando con un cucchiaio di legno o di plastica. Lasciar riposare tutta la notte e bere l’acqua al mattino a digiuno. Si può fare per 7/10 giorni, prestare attenzione se si soffre di stitichezza o se si assumono farmaci, consultare preventivamente il medico.

-         ALOE VERA. Il succo di aloe vera, assunto al mattino a digiuno,  è un buon depurativo, ricco di minerali, aminoacidi e vitamine. E’ antiossidante, contrasta l’invecchiamento, è antibatterico e cicatrizzante, antinfiammatorio, gastroprotettore e lassativo. Il gel di aloe è cicatrizzante e può aiutare in caso di gastrite e colon irritabile. Acquistate BIO e non superate le dosi indicate, non assumete per periodi prolungati o in caso di  ostruzioni intestinali, morbo di Crohn, se assumete farmaci o in caso di stitichezza ricorrente di natura non identificata, chiedete parere al medico.

-         TISANE DEPURATIVE e DRENANTI: le tisane depurative sono a base di tarassaco, cardo, bardana, carciofo, ortica, betulla. Le erbe depurative con azione sul fegato, sono, in genere amare, il sapore viene rettificato con l’aggiunta di liquirizia, in genere in erboristeria vengono offerti dei mix pronti all’uso di gusto gradevole. Concedetevi il vostro caffè quotidiano, ma sostituite le altre tazzine con le tisane.

-         ALIMENTI CHE AIUTANO A DEPURARE. AGLIO: disintossica e purifica i reni, aggiungetelo ogni giorno ai vostri piatti, tagliato o sminuzzato per liberare i principi attivi benefici. Aiutano a detossificare i CARCIOFI, meglio crudi in pinzimonio,  il TARASSACO che sta spuntando nei nostri prati, il CARDO MARIANO, gli ASPARAGI e i FINOCCHI, diuretici e depurativi, le BARBABIETOLE, l’AVOCADO, i CAVOLI e i BROCCOLI, le MELE, l’ANANAS, il POMPELMO, lo ZENZERO …

Depurarsi non significa solo assumere sostanze con effetto depurativo ma anche correggere i nostri comportamenti alimentari. Ecco alcuni consigli semplici da seguire che, oltre a depurare, assottigliano il giro vita. 

-         EVITARE I DOLCI CONFEZIONATI e i dolci in generale. Se vi viene una crisi d’astinenza optate per un frutto o preparatevi un dolce senza zuccheri raffinati ma dolcificato con sciroppo di acero o malto.

-         AUMENTARE IL CONSUMO DI FRUTTA E VERDURA, specialmente cruda, che mantiene inalterate i contenuti nutritivi.

-         DIMINUIRE IL CONSUMO DI PANE E PASTA ottenuti con farine raffinate, prediligendo o introducendo cereali integrali.

-         DIMINUIRE IL CONSUMO DI CARNE, eliminare gli insaccati, gli alimenti affumicati, troppo salati e i fritti, preferendo carni bianche e/o in sostituzione, consumare proteine vegetali come i legumi.

-         COLAZIONE con tanta frutta e pasto serale leggero.

-         ESERCIZIO FISICO, soprattutto all’aperto, anche senza strafare, ritagliatevi mezz’oretta al giorno di passeggiata veloce, brucia calorie.

-         SUDARE  è un sistema dell’organismo per eliminare le tossine, una bella sauna oltre ad eliminare le tossine vi permette di bruciare calorie.

Vi sembra difficile?
Organizzatevi creando menu settimanali non monotoni, coinvolgete tutta la famiglia e non sentitevi privati di qualcosa, ma semmai arricchiti di una nuova vitalità.
Se soffrite di qualche patologia, assumete farmaci o soffrite di stitichezza, chiedete consiglio al vostro medico.

Scritto da Angela Ballarati
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venerdì 13 marzo 2015

OLIO ESSENZIALE DI MIRRA, ANTIRUGHE e COLLUTTORIO

OLIO ESSENZIALE di MIRRA, per le SCREPOLATURE DELLA PELLE, come COLLUTTORIO e MASCHERA ANTIRUGHE


La mirra è una gommoresina che fuoriesce dalle incisioni sui rami, nodosi e duri, e sul tronco dell’omonimo albero (Commiphora myrrha), originario delle regioni semiaride dell’Arabia e dell’Africa nord orientale. La resina, dapprima giallognola,  a contatto con l’aria assume una forma solida, dando luogo a piccole gocce chiamate lacrime che, seccandosi, prendono un colore rosso-mattone.
Insieme all’incenso, la mirra è utilizzata da più di tremila anni in incensi, profumi e prodotti  di bellezza. Era utilizzata, in battaglia, dai Greci per curare le ferite, gli Egizi la bruciavano tutti i giorni, a mezzogiorno, per adorare il Dio Sole ed era impiegata nell’imbalsamazione. Per la sua proprietà di conservazione la utilizzavano anche come prodotto cosmetico (una ricetta di una maschera per il viso, a base di mirra, risale al 1580 a.C.).
Nella tradizione erboristica occidentale, la mirra è sempre stata utilizzata in caso di sanguinamento delle gengive, per curare le ulcere della bocca e il mal di gola. Nel Medioevo si utilizzava una miscela di mirra in polvere e aloe per preservare i denti dalla carie.

COSA CONTIENE E QUALI SONO LE SUE PROPRIETA’

La mirra è composta principalmente da resine e da oli essenziali con proprietà CICATRIZZANTI, DISINFETTANTI, ANTISETTICHE, ESPETTORANTI, ANTIMICOTICHE e ANTINFIAMMATORIE.

COME SI UTILIZZA   
                                                             
La mirra esiste in TINTURA MADRE, anche se è difficile reperirla, e può essere utile in caso di gengive sanguinanti e infiammazioni della bocca. Si diluisce un cucchiaio di tintura madre in un po’ d’acqua e si effettuano sciacqui e gargarismi, fino a miglioramento.
Di più facile utilizzo e reperibilità è l’OLIO ESSENZIALE DI MIRRA che si può utilizzare per le screpolature della pelle e alcuni tipi di funghi della pelle. Si aggiungono 20 gocce di olio essenziale a 50 ml di olio di mandorle dolci e si unge la parte interessata. Si può utilizzare per le screpolature tra le dita dei piedi e in caso di piede d’atleta, in questo caso si può miscelare l’olio con il gel di aloe vera, lasciando il piede all’aria fino a completo assorbimento. 
Anche l’olio essenziale si può utilizzare nelle ulcere della bocca e nelle gengiviti, semplicemente aggiungendo 5 gocce di olio essenziale in mezzo bicchiere d’acqua con cui effettuare dei gargarismi e sciacqui.
Per tosse e raffreddore utilizzare 1 o 2 gocce negli umidificatori o 5 gocce nell’acqua calda dei suffumigi. Come detto sopra, l’olio essenziale di mirra, veniva utilizzato in maschere di bellezza per la sua capacità conservativa, proprio per questo motivo si possono aggiungere 3 gocce ad una crema neutra o alla crema di calendula, è una crema anti-età, da applicare su viso e collo. 
Per le emorroidi è utile un semicupio (immergere la parte) con due litri d’acqua a cui si aggiungono 10 gocce di olio essenziale di mirra, immergete la parte per almeno 15 minuti.
L’olio essenziale di mirra viene utilizzato per la preparazione dei dentifrici e dei colluttori per la sua azione sfiammante e disinfettante.

MASCHERA DI BELLEZZA ANTIRUGHE

Occorrente: 1 cucchiaino da tè di tuorlo d’uovo, 1 cucchiaino di miele, 1 cucchiaino di olio di mandorle dolci, olio di rosa mosqueta o di avocado, 3 gocce di olio essenziale di mirra. Miscelate gli ingredienti e spalmate sul viso tenendo in posa per 15 minuti e risciacquate con acqua tiepida.  A questa maschera potrete aggiungere o sostituire l’uovo con mezza carota frullata.

COLLUTTORIO NATURALE FAI-DA-TE

Colluttorio fai-da-te:  acqua bollita (un bicchiere) o distillata, mezzo cucchiaio di bicarbonato di sodio (sbiancante, alcalinizza il cavo orale e rinfresca l’alito), 3 gocce di olio essenziale di menta piperita e 3 gocce di olio essenziale di mirra, 3 gocce di olio essenziale di chiodi di garofano e 3 gocce di olio essenziale di salvia. La menta lo rende rinfrescante, ma si può adattare al gusto individuale, sostituendo l’olio essenziale di chiodi di garofano a quello di limone o d’arancio, per esempio. Conservate il colluttorio in una bottiglietta di vetro e agitate prima dell’uso.

PRECAUZIONI.  La mirra, in dosi elevate, può causare sudorazione, nausea, vomito e accelerazione del battito cardiaco. A bassi dosaggi è un olio ben tollerato ma è sconsigliato l’uso interno.

Scritto da Angela Ballarati
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sabato 7 marzo 2015

MENOPAUSA e ALIMENTAZIONE, NUTRACEUTICA e CIBI da PREFERIRE

MENOPAUSA E ALIMENTAZIONE: NUTRACEUTICA 
QUALI ALIMENTI PREFERIRE IN MENOPAUSA E QUALI LIMITARE




Breve riflessione sui capelli e il taglio. 
Avete notato che nella maggioranza dei casi, le cinquantenni portano i capelli corti o medio-corti? Sapete che i capelli, soprattutto quelli lunghi,  rappresentano un forte richiamo sessuale e di seduzione?
 I capelli sono un concentrato di femminilità, sbattere il ciuffo di qua e di là, passarsi spesso le mani fra i capelli, sono messaggi non verbali. I capelli legati a crocchia sono un sinonimo di chiusura, arrotolare fra le dita ciocche di capelli è un gesto rassicurante, spostare i capelli da una parte all’altra, di fronte ad un maschio è un gesto considerato seduttivo, come dire che io che ho i capelli corti ho messo da parte la mia arte seduttiva. Anche se non mi piace ammetterlo, guardandomi intorno, trovo che il fondamento esista. La mia è solo una breve riflessione su me stessa e sulla realtà che mi circonda …
Come sistemiamo i capelli, il taglio, il colore … tutto parla di noi con un linguaggio che va oltre le parole.
La lunghezza dei capelli la dice lunga sulla donna che li porta. Una capigliatura corta, o i capelli raccolti, sono indice di praticità;  si potrebbe pensare ad una donna che ha poco tempo da dedicare ai suoi capelli, più sportiva o sbarazzina, perché  il capello lungo necessita di più tempo, sì, sicuramente questo potrebbe essere un motivo dell’opzione corto,  ma bisogna ammettere che il lungo è senz’altro più femminile. Che attinenza ha tutto questo con la menopausa? Io credo che un nesso ci sia, al di là del più o meno femminile, consideriamo quanto ho anticipato sopra, cioè che dopo i cinquanta (con la menopausa siamo lì) si sceglie il corto.  Il taglio, che può giocare un sentire in negativo (taglio la mia femminilità), credo che possa anche significare o essere espressione di una maggior sicurezza acquisita in sé stesse, può significare che si dia più peso all’essere che non all’apparire. In effetti col tempo si è meno ancorati a certi stereotipi (non vale per tutte ovviamente), ci si libera da alcune convenzioni sociali e dalle mode del momento e noto che, dove questo passaggio non avviene, si ricorre alla chirurgia estetica o ad altre forme succedanee.

Questo è il sesto appuntamento con tema  MENOPAUSA e ALIMENTAZIONE, si è parlato di esercizio fisico, di grassi, di cereali integrali, di legumi, di germogli, di fitoestrogeni  e, parlando di alimentazione naturale a misura d’uomo, anzi, a misura di donna, parlerei di nutraceutica.

COS’E’ LA NUTRACEUTICA ?

Il termine nutraceutica è un neologismo, coniato dal Dr. De Felice nel 1989,  e si riferisce ad una scienza che studia gli effetti benefici degli alimenti sull’organismo, o meglio le sostanze medicamentose (con effetto di farmaco) contenute negli alimenti, il tutto supportato da ricerche scientifiche. Vengono raccolti ed esaminati i dati delle ricerche condotte, per individuare i principi presenti nei cibi che hanno effetto sulla salute;  viene quindi riconosciuto il ruolo dell’alimentazione e delle nostre abitudini alimentari sulla nostra salute

I nutraceutici, così vengono definiti i principi attivi benefici presenti negli alimenti, vengono utilizzati per prevenire malattie croniche, contrastare l’invecchiamento, rafforzare il sistema immunitario, regolare le funzioni intestinali e migliorare lo stato di benessere.

Sono presenti per la maggior parte nei vegetali (frutta e verdura) ma sono considerati tali anche gli integratori alimentari o alcuni alimenti arricchiti, come il latte di soia arricchito con calcio e vitamina D..
In realtà, anche se non proprio negli stessi termini, anche la medicina ayurvedica e quella cinese (MTC), così come Ippocrate, si erano già interessati all’argomento, utilizzando l’alimentazione e i principi nutritivi come terapia.

Esempi di sostanze nutraceutiche sono gli antiossidanti che, con la loro azione, neutralizzano i radicali liberi diventando anticancerogeni; ne fanno parte la vitamina E, la A e la C, i carotenoidi, i polifenoli e le antocianine contenuti nei mirtilli, nel cavolo, nell’uva rossa, negli spinaci, nelle more, nelle prugne, nei cavoli di Bruxelles, nell’arancia, nell’avocado, nel kiwi, la lista è lunga ed è per lo più di origine vegetale. 

Altre sostanze nutraceutiche sono i probiotici, microrganismi che esercitano funzioni benefiche per l’organismo, come i lactobacilli e i bifidobatteri che, quando arrivano attivi e vitali nell’intestino, colonizzano concorrendo a mantenere il sistema immunitario più attivo nel far fronte agli effetti negativi delle malattie, come nella diarrea o dopo l’uso di antibiotici. 

Sono nutraceutici gli acidi grassi polinsaturi come gli omega-3 e omega-6, di cui sono ricchi i semi oleosi, le verdure a foglia verde scuro, il merluzzo, il tonno, le sardine, il salmone o l’olio di fegato di merluzzo,  prevengono le malattie cardiovascolari e, in menopausa, gli omega-3, possono contribuire a mantenere il peso corporeo aiutando ad eliminare i liquidi.

Naturalmente sono sostanze nutraceutiche o nutraceutici anche i complessi enzimatici, gli isoflavoni e i fitoestrogeni contenuti nella soia, le fibre solubili contenute nei legumi e nei cereali integrali che aiutano a ridurre il colesterolo, alimenti come l’aglio o il germe di grano ricco di principi nutritivi (ha un gusto leggero e si aggiunge crudo su qualsiasi pietanza, anche al latte), gli acidi grassi essenziali, la vitamina B, la vitamina E e lo zinco.

In definitiva,
QUALI ALIMENTI ELIMINARE O LIMITARE IN MENOPAUSA?

TE’ e CAFFE’, in eccesso, sono acidificanti e sottraggono preziosi minerali al nostro organismo.

GRASSI IDROGENATI, favoriscono l’aterosclerosi e alterano il metabolismo dei grassi, attenzione anche all’olio di palma.

DOLCI e ZUCCHERI RAFFINATI, sono demineralizzanti e acidificanti.

BIBITE GASSATE, acidificano e sottraggono calcio all’organismo.

CEREALI RAFFINATI, non apportano principi nutritivi di valore e alterano il metabolismo insulinico.

CARNE e LATTICINI in eccesso, affaticano l’organismo.

ALCOL, anche se un buon bicchiere di vino rosso può essere benefico, è un vasodilatatore e aumenta le vampate di calore.

QUALI ALIMENTI NUTRACEUTICI PREFERIRE IN MENOPAUSA?

CEREALI INTEGRALI, ricchi di fibre e minerali.

SEMI OLEOSI come mandorle, noci, semi di chia, di sesamo, di lino …  remineralizzanti  ricchi di acidi grassi polinsaturi.

FRUTTA e VERDURA FRESCHE, ricche di vitamine antiossidanti ed enzimi.

MIRTILLI, LAMPONI, FRAGOLE, che contengono bioflavonoidi e antocianine che rafforzano il tessuto connettivo.

PESCE AZZURRO come  sardine, aringhe e sgombro, ricchi di omega-3.

LEGUMI, per il loro contenuto in fitoestrogeni, come lenticchie e soia.

GERMOGLI di LEGUMI, ricchi in minerali ed enzimi.

OLIO EXTRAVERGINE di OLIVA e OLIO DI LINO, per il contenuto in grassi preziosi come quelli monoinsaturi e omega-3.

ALGHE che attivano il metabolismo e sono ricche di minerali.

Nei precedenti articoli MENOPAUSA E ALIMENTAZIONE, ho scritto in modo più approfondito dei singoli alimenti.

 La nutraceutica, e i relativi alimenti, sono una realtà in continua espansione, negli USA, prodotti specifici fatturano oltre 250 milioni di dollari e questo, se da un lato mi rallegra per l’attenzione rivolta al ruolo fondamentale dell’alimentazione nel mantenimento della salute, dall’altro mi preoccupa, per il sempre maggiore interessamento delle grandi aziende, molto spesso troppo legate all’utile. In linea generale io preferisco consumare un alimento tal quale, cioè senza arricchimenti. Se ho necessità di assumere più calcio, consumo alimenti con la maggior presenza del minerale piuttosto che un alimento al quale è stato aggiunto, se parliamo di principi “naturali” degli alimenti, preferisco che lo siano  nel modo più completo del termine.


Scritto da Angela Ballarati.
Pagina facebook: benessere natural-mente
Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a scopo informativo, si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare, evitare in caso di ipersensibilità accertata verso uno dei componenti. I suggerimenti e le indicazioni descritte in quest'articolo non intendono in alcun modo sostituire le terapie consigliate dal proprio medico curante. L'autrice non è responsabile delle possibili conseguenze legate all'incompleta od erronea interpretazione del testo. Le foto e i testi sono riproducibili, non a scopo di lucro, altrove, solo citando la fonte: autore e blog. Questo blog non rappresenta una testata giornalistica poiché è aggiornato senza nessuna periodicità, pertanto , non può considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 07.03.2001.
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domenica 1 marzo 2015

VALERIANA OFFICINALIS, RILASSANTE NATURALE.

VALERIANAOFFICINALIS: PROPRIETA’ E BENEFICI.
STRESS, PALPITAZIONI, INSONNIA, NERVOSISMO … UN AIUTO DALLA FITOTERAPIA




Il suo nome deriva dal latino “valere”, cioè forza, per la sua resistenza. E’ una pianta erbacea perenne, della famiglia delle Valerianaceae, chiamata anche erba del gatto (erba di gat) perché attira i gatti in amore ed è conosciuta fin dal Medioevo per le sue proprietà salutari. Le foglie sono simili a quelle della felce, i fiori sono piccoli, bianchi o color lavanda riuniti a ombrella, e dal rizoma partono radici formate da lunghe fibre cilindriche. Da non confondere con la valeriana, o valerianella, che si utilizza in cucina come insalata, mentre della valeriana officinalis si utilizza la radice a scopo fitoterapico.
Come già riportato nel caso dell’escolzia, ripeto che la fitoterapia,  pratica che prevede l’utilizzo terapeutico delle piante o estratti di piante, si basa come il farmaco sui principi attivi contenuti. La fondamentale differenza risiede nell’origine delle sostanze utilizzate, il farmaco utilizza principi di sintesi mentre la fitoterapia utilizza sostanze di origine naturale che sortiscono un effetto modulato dai molteplici componenti della pianta stessa. Ippocrate, padre della medicina, considerava il rimedio come terzo strumento, dopo  il tocco e la parola, per riportare lo stato di salute e, come le piante sono costituite da più principi considerati nel loro insieme, così non era possibile curare la singola malattia “senza conoscere la natura del tutto”.

COSA CONTIENE
Tutte le parti della pianta contengono sostanze dalle capacità sedative che però sono più concentrate nel rizoma e nelle radici. Oltre alle sostanze sedative (valepotriati) contiene oli essenziali, flavonoidi e alcaloidi.


QUANDO PUO’ ESSERE UTILE


Gli usi della valeriana sono riconducibili ai disturbi dell’umore, in virtù del suo potere calmante, agisce come un blando sedativo nelle crisi d’ansia, per il nervosismo dovuto ad un periodo di tensione, stress sul lavoro, per un esame … Prima di andare a dormire favorisce il sonno, i suoi principi attivi la rendono utile in caso di insonnia, perché seda e rilassa con le sue proprietà leggermente ipnotiche, favorendo un sonno fisiologico.  Il suo campo d’azione si allarga ai sintomi secondari dello stato ansioso come le palpitazioni, la sudorazione.  Rilassa la muscolatura liscia che rivesti i viscer,i quindi utile in caso di crampi allo stomaco o intestino irritabile legati a fattori nervosi.
 Aiuta nella sindrome premestruale e in menopausa, nei casi di malinconia e umore depresso.
Nervosismo, ipereccitabilità, ansia, disturbi della menopausa come vampate di calore e palpitazioni:  tutti  casi in cui può essere utile una tisana o la tintura madre, facilmente reperibili in erboristeria o farmacia, come pure l’estratto secco in compresse.
Fra i rimedi della nonna, la valeriana veniva applicata con compresse imbevute di decotto, sulle zone dolenti per alleviare il dolore, in caso di contusioni, nevralgie e dolori muscolari.
La tisana si ottiene versando su 3 g di pianta polverizzata, 100 ml di acqua bollente. Coprite e lasciate riposare per 10 minuti quindi filtrate. Il decotto invece si ottiene mettendo  10 cm di radice in 100 ml di acqua fredda che andrà cotta per 10 minuti circa.
Della valeriana, si trova in commercio, anche se meno frequentemente rispetto alle compresse e alla tintura madre, il succo (spremitura del rizoma), lo sciroppo (estratto del rizoma con acqua e zucchero), l’estratto fluido (pianta essiccata con alcol) meno efficace della tintura madre e l’olio essenziale.

Un buon bagno caldo con 10 gocce di olio essenziale di valeriana è molto rilassante e favorisce un buon sonno.

AVVERTENZE.  Attenzione alle dosi, è sconsigliata l’assunzione per periodi prolungati (superiori ai 10 giorni) senza interruzione: la pianta può provocare nausea, stordimento, sonnolenza, cefalea e vertigini. Sconsigliata in gravidanza e per bambini sotto i 6 anni. Per l’interazione con alcuni farmaci, come i barbiturici di cui ne potenzia l’effetto, chiedere il parere medico.

Scritto da Angela Ballarati.
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