martedì 27 gennaio 2015

SALUTE dei DENTI, FITOTERAPIA e OMEOPATIA NEI DISTURBI PIU' COMUNI

I DENTI: IGIENE ORALE, FITOTERAPIA, RIMEDI POPOLARI, NATURALI E   OMEOPATIA
Colluttori e dentifrici “homemade”



QUALI SONO I DISTURBI DEI DENTI PIU’ FREQUENTI?

LA CARIE. E’ il disturbo più frequente e quelle persone che non ne sono mai state affette sono una minoranza. La carie erode lentamente il dente fino a distruggerlo. E’ a causa delle carie che si verifica la maggior parte delle infezioni, delle infiammazioni delle gengive e delle altre strutture di sostegno del dente.

L’ASCESSO si verifica quando i batteri penetrano nel varco aperto dalla carie, raggiungono la polpa e la infettano. La gengiva si gonfia, fa male e spesso si forma un canale (fistola) che funziona da valvola di sfogo per l’infezione.

IL GRANULOMA è una specie di nodulo che si forma attorno all’apice della radice del dente come reazione ad una infezione. Pur non provocando dolore può rappresentare una pericolosa fonte di ulteriore infezione per diffusione ad altri organi.

LA GENGIVITE è l’infiammazione delle gengive e può essere considerata una prima fase, ancora reversibile, della piorrea alveolare. Le gengive sono gonfie, molli e sanguinano facilmente.

LA PIORREA ALVEOLARE O PARODONTITE. E’ l’infiammazione del parodonto, il tessuto che avvolge la radice del dente e che lo ancora alle gengive. Lo spazio tra le gengive è infiammato e forma delle sacche di pus dove si annidano i batteri. A lungo andare i batteri provocano il distacco dei tessuti gengivali. Nei casi più gravi di piorrea il dente perde il suo ancoraggio, dondola e poi cade. 

LA PLACCA è una pellicola che si forma sui denti, costituita principalmente da batteri che trasformano i residui di cibi (soprattutto zuccheri e carboidrati) in acidi dannosi per denti e gengive. E’ come avere in bocca un fabbrica che produce acido in continuazione, per questo è importante l’igiene orale che interrompe la produzione.

IL TARTARO. È placca calcificata e a differenza della placca, quasi trasparente, è visibile con incrostazioni giallognole. Il tartaro facilita l’annidarsi dei batteri responsabili della carie e può irritare le gengive.

MALOCCLUSIONE. Si verifica quando l’arcata dentaria inferiore è retrocessa o sporgente rispetto all’arcata superiore. Generalmente è raro trovare un’occlusione perfetta; nella maggior parte dei casi vi sono alcuni denti non allineati che non causano grandi problemi. Il difetto, quando è accentuato provoca problemi a livello estetico ma anche nel parlare e nel respirare, nei casi più gravi. Da molti dentisti è ritenuta una concausa del bruxismo, digrignamento notturno dei denti.

IGIENE ORALE E CARIE.

La mancanza di igiene orale non è sicuramente l’unica causa a cui imputare la formazione della carie, infatti non si spiegherebbe il fatto che alcune popolazione ne siano immuni nonostante non conoscano l’uso di spazzolini e dentifrici. Sicuramente però, se consideriamo la nostra alimentazione,  dobbiamo convenire che una buona igiene orale è comunque un’arma affidabile per contrastare l’insorgenza della carie. E’ importante interrompere l’azione dei batteri per impedire la formazione della carie con una pulizia che, consigliano i dentisti, deve essere di 2/3 volte al giorno. Si consiglia l’uso dello spazzolino con punte arrotondate (per non irritare le gengive), le setole devono essere morbide e deve essere sostituito almeno ogni 2 mesi; oltre allo spazzolino viene consigliato l’uso del filo interdentale e  del colluttorio. Considerando il contenuto in parabeni ed alcool nei colluttori in commercio, io opto per uno naturale, da conservare in frigorifero (meglio ma non obbligatorio) con l’aggiunta di un pizzico di sale per allungarne la conservazione. 
 Un colluttorio naturale? Con gli oli essenziali è possibile disinfiammare le gengive, ad esempio con il TEA TREE che è un antibatterico: 2 o 3 gocce in un dito d’acqua per  gargarismi e sciacqui,  in caso di gengive sanguinanti e  mal di gola. Oppure si può fare un colluttorio “homemade” con acqua bollita (un bicchiere) o distillata, mezzo cucchiaio di bicarbonato di sodio (sbiancante, alcalinizza il cavo orale e rinfresca l’alito), 4 gocce di olio essenziale di menta piperita e 4 gocce di olio essenziale di mirra (o tea tree). Eventualmente è possibile sostituire il tea tree con l’olio essenziale di salvia o di chiodi di garofano. Conservate il colluttorio in una bottiglietta di vetro.

E  un dentifricio “fai da te”? Nel web ho trovato questa ricetta che mi sembra molto interessante: 40 grammi di argilla verde ventilata (erboristeria), 3 grammi di foglie di salvia essiccata e polverizzata, 7 gocce di olio essenziale di menta piperita, 7 gocce di olio essenziale di salvia, 7 gocce di olio essenziale di tea tree, 5 gocce di olio essenziale di chiodi di garofano e acqua distillata quanto basta.
Amalgamare bene l’argilla con le foglie di salvia polverizzate, aggiungere l’acqua fino ad ottenere un impasto della stessa consistenza del dentifricio e poi aggiungere gli oli essenziali fino a formare una pasta, da conservare in un barattolo perfettamente pulito, disinfettato e richiudibile e da spalmare sullo spazzolino con l’aiuto di un cucchiaino per l’uso.

Alcuni naturopati e cultori del naturale raccomandano il recupero di tradizioni millenarie: alcuni piccoli suggerimenti naturali.

Al mattino sciacquare la bocca più volte con acqua fresca, oltre ai denti anche la lingua e la bocca vanno pulite. In ayurveda si utilizza, appena svegli, il netta-lingua che rimuove la patina e i batteri che si annidano all’interno della bocca durante la notte. I medici ayurvedici utilizzavano i rametti di una pianta con proprietà disinfettanti come valido sostituto del filo interdentale, i dentisti consigliano il filo che è bene usare correttamente per non danneggiare i colletti gengivali. Meno conosciuto e usato è l’idropulsore, un apparecchio che spruzza acqua ad intensità variabile da un beccuccio, che oltre a rimuovere residui di cibo può anche assolvere alla funzione di massaggio per le gengive.
Per togliere la placca strofinare delicatamente ogni dente con una pezzuola di tela avvolta sul dito indice: in questo modo non si corre il rischio di irritare i colletti gengivali. Una volta alla settimana, per prevenire la formazione di tartaro e sbiancare naturalmente i denti, la pezzuola può essere imbevuta di aceto di mele con l’unico accorgimento di non esagerare perché le sostanze acide intaccano lo smalto dei denti. In alternativa, strofinate sui denti la parte vellutata di una foglia di salvia, che assorbe bene la placca. La salvia è forse il più antico dentifricio, spesso usata in caso di infiammazioni per il suo potere calmante, emolliente e antibatterico.

FITOTERAPIA e RIMEDI POPOLARI: UN AIUTO PER LE INFIAMMAZIONI DELLE GENGIVE, MAL DI DENTI, ASCESSI ED ESTRAZIONI

In caso di gengive infiammate e/o sanguinanti è utile fare sciacqui con il decotto di malva (raffreddato) oppure con  acqua minerale (2 dita) a cui avrete aggiunto  20 gocce di tintura madre di malva e 20 gocce di tintura madre di salvia; fare 3 sciacqui al giorno tenendo il liquido in bocca per 10 minuti.
Per il mal di denti si può trovare sollievo applicando, sul dente dolente, una grossa foglia di malva fresca (si trova ovunque ed è facilmente riconoscibile), lavata e asciugata o in alternativa si possono usare foglie secche,  sbollentate e scolate. Anche triturare e tenere in bocca un chiodo di garofano o masticare due foglie di menta allevia il dolore.
Per le carie dovute a decalcificazione  ci può aiutare il macerato glicerinato di abete (abies pectinata M.G.) ha una funzione remineralizzante.
In caso di ascessi dentari una fetta sottile di cipolla infilata fra la gengiva e la guancia, dove è presente l’ascesso, allevia il dolore in attesa del dentista. Cambiare l’applicazione ogni mezz’ora.

L’OMEOPATIA: UN VALIDO AIUTO.

Sotto prescrizione del medico omeopata, che in base ai sintomi potrà intervenire con il rimedio adatto, ecco le generalità di alcuni rimedi che spesso ricorrono nei disturbi dentali.

Per dolori acuti con una guancia calda e arrossata e l’altra fresca:  CHAMOMILLA. Il dolore è intenso e può essere scatenato da un trauma o una bevanda bollente. Questo rimedio è spesso utilizzato per i bambini in fase di dentizione che urlano, vogliono essere presi in braccio e presentano una diarrea verdastra.

CALCAREA PHOSPHORICA può essere presa in considerazione quando il quadro si presenta con dentizione lenta o difficile, associata a tosse e raffreddori, e seguita da, a dentizione ultimata, predisposizione alla carie.

Per dolori forti che non fanno dormire la notte e che migliorano con qualcosa di freddo in bocca o sulla parte e che peggiorano con i cibi caldi: COFFEA CRUDA. Altri sintomi del rimedio sono l’ipersensibilità al dolore e dolore che si irradia.

In caso di estrazione del dente, prima dell’estrazione prendere ARNICA.  Dopo l’estrazione Arnica allevia i dolori ai denti, le infiammazioni gengivali e i sanguinamenti dovuti alle terapie odontoiatriche, accelerando la guarigione ed evitando i gonfiori. I sintomi migliorano sdraiandosi e peggiorano con il movimento e con il minimo contatto.

Fra i sintomi di STAPHISAGRIA troviamo le carie associate a denti neri, mobili e dolenti al contatto. I sintomi peggiorano masticando e toccando l’area interessata.
Molti sono i rimedi che presentano sintomi relativi ai disturbi dentali, per questo è necessaria un’ attenta valutazione da parte dell’omeopata che prescriverà un rimedio sulla base di un quadro comprendente i sintomi fisici ma anche quelli mentali.

Scritto da Angela Ballarati.
Metti "mi piace" alla mia pagina facebook  Benessere Natural-mente
Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a scopo informativo, si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare, evitare in caso di ipersensibilità accertata verso uno dei componenti. I suggerimenti e le indicazioni descritte in quest'articolo non intendono in alcun modo sostituire le terapie consigliate dal proprio medico curante. L'autrice non è responsabile delle possibili conseguenze legate all'incompleta od erronea interpretazione del testo. Le foto e i testi sono riproducibili, non a scopo di lucro, altrove, solo citando la fonte: autore e link attivo del blog. Questo blog non rappresenta una testata giornalistica poiché è aggiornato senza nessuna periodicità, pertanto , non può considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 07.03.2001. 





lunedì 19 gennaio 2015

DENTI SANI con l'ALIMENTAZIONE GIUSTA e le GIUSTE ABITUDINI

Denti: alimentazione per denti forti e sani



Salute dei denti: alimentazione e igiene orale a tavola.
Quali sono le abitudini alimentari piu’ dannose per la salute dei denti e quali sono i cibi che li mantengono in salute.

Salute dei denti: alimentazione e igiene orale a tavola: dai comportamenti sbagliati a preziosi consigli

Comportamenti errati??? I denti è meglio lavarli a mezz’ora dal pasto per dar modo alla saliva di svolgere la sua funzione protettiva.

I denti servono principalmente per masticare il cibo e facilitare la digestione da parte dei succhi gastrici ma hanno altre funzioni non meno importanti , danno espressione al viso e, se correttamente posizionati, garantiscono un giusto allineamento della colonna vertebrale.
Hanno nomi diversi, a seconda del ruolo che svolgono nella masticazione. I molari, sono grossi e robusti, triturano il cibo, pensate che la pressione che sono in grado di esercitare è pari a quella di un peso di 70 Kg. I premolari sono 8 come i molari, escludendo i 4 denti del giudizio, e svolgono la funzione masticatoria mentre i 4 canini a forma appuntita, servono a lacerare il  cibo e con il passare delle generazioni si sono accorciati diventando meno acuminati per il variare dell’alimentazione. Gli incisivi sono gli 8 frontali che addentano gli alimenti.
Secondo i dati dell’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), a 12 anni i ragazzi hanno già, in media, sei denti cariati. L’Associazione nazionale dentisti italiani informa che su 100 bambini visitati, 73 hanno una o più carie e il 47% ha già perso un dente a causa della carie.
La cattiva salute dei denti è un problema diffusissimo ed è entrato a far parte del pensiero comune che avere denti malati sia del tutto normale, oltre alla convinzione che l’unico problema causato dai denti malati sia il dolore che provocano e il conto del dentista. Il cattivo stato dei nostri denti può avere ripercussioni negative sulla salute di molti organi e sulla struttura scheletrica. La malattia di una singola parte non puo’ non considerare tutta la persona nel suo complesso: principio cardine della medicina naturale ma anche di quella omeopatica.
Parliamo di carie, il problema dentale piu’ diffuso, e gengive.
Bella lotta per le mamme che vogliono difendere i denti dei figli,  combattono quotidianamente in nome dell’ igiene orale.

Carie, cause: dalla scarsa igiene al fattore ereditario

Ma gli adulti  che sono piu’ attenti all’igiene orale non  soffrono di carie?

La carie è il disturbo più frequente e quelle persone che non ne sono mai state affette sono una minoranza. La carie erode lentamente il dente fino a distruggerlo. E’ a causa delle carie che si verifica la maggior parte delle infezioni e delle infiammazioni delle gengive e delle altre strutture di sostegno del dente. E’ semplicistico e riduttivo sostenere che derivi solamente da una cattiva igiene orale: non è così.  Vi sono altre cause che la determinano come i fattori ereditari, la struttura della dentatura e la disposizione dei denti possono favorire l’accumulo di placca e carie; le variazioni ormonali che si verificano durante l’adolescenza, la gravidanza e la menopausa rendono a volte i denti più facilmente aggredibili dalla carie; alcune malattie gravi come il diabete; l’alimentazione ricca di zuccheri, cibi raffinati, prevalentemente cotti e una dieta povera di fibre è dimostrato che influisce negativamente sulla salute dei denti; molti farmaci che diminuiscono la secrezione salivare, infatti una abbondante salivazione svolge un ruolo battericida nei confronti dei germi responsabili della carie.

Come mantenere i denti in buona salute

Con l’alimentazione. La salute dei denti dipende in larga misura dal tipo di alimentazione; occorre garantire all’organismo tutti gli elementi di cui ha bisogno e scegliere cibi che non inducono un’eccessiva formazione di placca. Alcuni studi  evidenziano che molto spesso la nostra alimentazione, povera di frutta e verdura è carente di calcio, zinco, magnesio, ferro, silicio, boro. Gli ortaggi a foglia verde scuro (il cavolo verde è perfetto) sono buone fonti di minerali, contengono calcio e magnesio e poco fosforo. Gli studiosi della American Dental Association hanno posto l’accento sul ruolo delle carenze vitaminiche e minerali: fondamentali gli apporti di calcio, vitamina D (essenziale per il suo assorbimento), fosforo e fluoro che assicurano una dentatura in buona salute  Per esempio, negli Stati Uniti, nonostante le campagne per aumentare il consumo di latticini, il consumo di calcio si aggira intorno ai 740 mg al giorno, rispetto ad un fabbisogno giornaliero di 1200 mg.  Le vitamine più utili a fermare il sanguinamento delle gengive sono la vitamina C (agrumi, kiwi, lattuga), i betacaroteni (carote, zucca, cachi e verdure a foglia verde come spinaci e verze) e la vitamina E (frutta secca, semi di girasole, olio d’oliva, germe di grano) che abbondano nella frutta e nella verdura. Chi soffre di problemi gengivali può trarre benefici dal consumo di verdura cruda, germogli e semi oleosi. Il pesce, cereali integrali, verdure a foglia verde, noci aiutano l’integrazione di calcio, fosforo e vitamine; il fluoruro lo assimiliamo da alimenti come i pomodori, le lenticchie, il pollo, le patate, i broccoli, il tè … Del fosforo ne ho già parlato nell’articolo sul calcio. Brevemente, aiuta l’assimilazione del calcio nel giusto rapporto, un eccesso di fosforo ha l’effetto contrario.  La nostra alimentazione è molto ricca di fosforo (bevande gassate, soprattutto cola, sigla E338)  è presente anche nella frutta perché è contenuto nella maggior parte dei fertilizzanti usati in agricoltura.

Alimentazione: quali cibi fanno male ai nostri denti

I carboidrati si dividono in semplici (zucchero semolato, miele, fruttosio, glucosio) e complessi (amidi della pasta e del pane). Entrambi sono il cibo preferito dei batteri che causano la carie ma quelli semplici, contenuti in larga misura negli snack e merendine, creano un terreno più fertile per la loro proliferazione. Insomma i dolci, le caramelle,  i cioccolatini sono  più dannosi della pasta e del pane. I dolci consumati fra un pasto e l’altro sono più dannosi che il dolce a fine pasto perché i loro residui non vengono eliminati da cibi consumati successivamente. Per la merenda dei bambini quindi, niente di meglio della frutta o di uno yogurt che da solo apporta il 10% della dose, giornaliera raccomandata, di calcio. Alcuni zuccheri hanno la tendenza ad attaccarsi ai denti, il miele spalmato sul pane si attacca ai denti più dello zucchero che non quello sciolto in una tisana. Per non parlare poi delle caramelle gommose & affini … ormai ci hanno bombardato sulla loro pericolosità per i nostri denti quindi non mi dilungo.

I cibi integrali sono da preferire a quelli di farina raffinata perché costringono ad una maggiore masticazione che favorisce la secrezione salivare. La saliva ha un’azione antibatterica per cui è importante masticare bene i cibi.

Consumare ad ogni pasto verdure crude e frutta. Anche se la frutta contiene zuccheri è ricca anche di fibre che puliscono i denti da eventuali residui. Ancora meglio sono le verdure crude che a fronte di un più alto apporto di fibre, contengono quantità modeste di zuccheri. La frutta meno zuccherina, come le mele, è da preferire a cachi e fichi, quando non possiamo lavarci i denti.

Bevande gassate.  La cola sicuramente non è benefica per i denti, ma ricordo che anche l’anidride carbonica addizionata all’acqua favorisce l’erosione dentale che rende il dente più soggetto a carie.

Denti alimentazione per denti forti e sani, autore: naturopata Angela Ballarati

Metti “mi piace” sulla mia pagina facebook: benessere natural-mente
Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a scopo informativo, si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare, evitare in caso di ipersensibilità accertata verso uno dei componenti. I suggerimenti e le indicazioni descritte in quest'articolo non intendono in alcun modo sostituire le terapie consigliate dal proprio medico curante. L'autrice non è responsabile delle possibili conseguenze legate all'incompleta od erronea interpretazione del testo. Le foto e i testi sono riproducibili, non a scopo di lucro, altrove, solo citando la fonte: autore e link attivo del blog. Questo blog non rappresenta una testata giornalistica poiché è aggiornato senza nessuna periodicità, pertanto , non può considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 07.03.2001. 



venerdì 9 gennaio 2015

LAMPADE DI SALE ROSA: IONIZZATORI NATURALI.

Lampade di sale rosa: proprietà e benefici




Le lampade di sale rosa dell’Himalaya sono ionizzatori naturali. Oltre a possedere una naturale bellezza e a diffondere nell’ambiente una luce calda e riposante sono perfette per purificare l’aria nella camera dei bambini, aiutano la concentrazione e impediscono la diffusione dei batteri.

Iniziamo col parlare del sale rosa dell’Himalaya che, brevemente, è diverso dal comune sale da cucina in quanto purissimo, non contaminato, privo di sostanze inquinanti, ricco di sali minerali perché non raffinato come il comune sale da cucina e non sottoposto a trattamenti sbiancanti. Presenta, in cucina, notevoli caratteristiche che lo rendono prezioso e meno carico di controindicazioni rispetto al sale raffinato. Infatti il suo uso limita i rischi di ipertensione e ritenzione idrica in quanto insaporisce di più ma con un contenuto ridotto di cloruro di sodio. Contiene inoltre, sali minerali e oligoelementi (al contrario del comune sale da cucina che viene raffinato), come il ferro, il rame, il manganese e lo iodio che gli conferiscono il particolare colore rosa, più diffuso, fino al delicato arancione.
Le indicazioni benefiche a favore del sale rosa dell’Himalaya, non trovano corrispondenza solo in cucina, ma anche con l’uso delle lampade di sale rosa  e in quella che viene chiamata haloterapia, dove in apposite stanze interamente ricoperte di sale rosa dell’Himalaya (non tutte, informatevi) si respira aria ricca di micro particelle di sale purissimo.

Cosa sono le lampade di sale rosa e di cosa sono costituite.

Le lampade di sale rosa sono blocchi di sale costituiti da salgemma proveniente dalle miniere del massiccio montuoso Himalayano da cui vengono estratti i blocchi. La formazione di questo salgemma è avvenuto oltre 250 milioni di anni fa e la sua struttura lo rende una delle poche salgemme utilizzate a scopo alimentare.

Qual è l’importanza degli ioni negativi

La prima volta che ho visto una lampada di sale rosa l’ho subito acquistata per la sua eleganza naturale e per la luce che diffondeva: era perfetta per la cameretta dei bambini come luce notturna. Poi mi sono interessata alle caratteristiche tecniche e ho scoperto che, accesa, libera ioni negativi. Le ricerche effettuate in questo senso hanno evidenziato che un ambiente, per essere considerato salutare, deve contenere una certa quantità di ioni negativi. A causa dell’aria viziata presente nelle abitazioni per il fumo, i fornelli a gas, anidride carbonica, riscaldamento , condizionamento, elettricità statica (uso smodato di fibre sintetiche) ma anche per l’inquinamento elettromagnetico (cellulari e computer), gli ioni negativi diminuiscono e questo può produrre disturbi come stanchezza, cefalea e indebolimento psico-fisico.
Gli ioni negativi sono delle particelle con carica elettrica negativa che abbondano in montagna, vicino ad una cascata (per la forza di caduta dell’acqua), dopo i lampi … Avete mai fatto caso che l’aria di montagna, considerata pura, ci rigenera?In montagna l’aria è più ricca di ioni negativi che donano una sensazione di benessere e stimolano il sistema immunitario.

Caratteristiche, studi e benefici delle lampade di sale rosa

Compresa l’importanza degli ioni negativi, è utile avere una buona aerazione ambientale, soprattutto nei periodi invernali, e per creare un ambiente più salubre si possono utilizzare le lampade di sale rosa: ionizzatori naturali.
La caratteristica principale delle lampade di sale rosa è quella di caricare l’ambiente di ioni negativi che, rendendo l’aria più pulita e salubre, svolge un’azione disinquinante a livello atmosferico ma anche elettromagnetico
Questo avviene grazie al calore, sviluppato da una piccola lampadina (in genere di 1,5 volt) posta al centro del blocco di sale, che insieme al sale della lampada e all’aria, produce una reazione chimica che provoca l’emissione di ioni negativi; la presenza di ioni perdura nell’ambiente anche dopo averla spenta.
Gli studi effettuati hanno dimostrato che la maggiore concentrazione di ioni negativi nell’aria aumenta la concentrazione, stimola il sistema immunitario, riduce l’incidenza delle sindromi influenzali e del raffreddore(impedisce il diffondersi dei batteri) e riduce le allergie a carico delle vie respiratorie, oltre al fatto che un eccesso di ioni positivi, o lo squilibrio ionico, sembrerebbe indurre una iperproduzione di serotonina e variazioni dei neurormoni.
Studiando lo sharav orientale, fenomeno atmosferico che si manifesta con forte vento, calo dell’umidità e rialzo della temperatura, alcuni studiosi hanno rilevato che lo squilibrio ionico dell’atmosfera, durante il fenomeno, faceva registrare un aumento della serotonina nelle urine di quella parte di popolazione che durante lo sharav soffriva di disturbi respiratori, emicrania e nervosismo. Un eccesso di serotonina provoca molti disturbi come irritabilità, insonnia e scarsa concentrazione.
La ricerca scientifica ha dimostrato che l’aria, carica di ioni positivi ha un effetto debilitante, mentre gli ioni negativi sono stimolanti ed energizzanti e impediscono la diffusione dei batteri nell’aria stessa. Infatti gli ultimi climatizzatori sono anche ionizzatori, non naturali però.
E’ stato calcolato che una lampada di media dimensione emani circa 1200 ioni negativi per cm3 dopo 12 ore in cui rimane accesa e chiaramente lo stato permane per altrettanto tempo anche se spenta, più semplicemente è stato rilevato un aumento degli ioni negativi del 300%. Un’aria è considerata benefica quando sono presenti fra i 1000 e i 1500 ioni negativi per cm3.
Le lampade di sale rosa sono commercializzate in diverse forme, con leggere variazioni di colore. Si trovano in commercio a forma piramidale, a forma di parallelepipedo … ; i blocchi vengono scolpiti e oltre alle lampade si ottengono piattini, portacandele e anche sfere da massaggio. L’estrazione dei blocchi in genere è eseguita a mano e questo rende ogni lampada un pezzo unico, con forma e colore particolare.

Come utilizzare al meglio le lampade di sale rosa in casa

La grandezza delle lampade di sale rosa dovrebbe variare a secondo della stanza in cui sono inserite, perché maggiori sono le dimensioni, maggiori sono gli ioni rilasciati. Indicativamente una lampada di 5 Kg è adatta ad un ambiente di 18/20 m quadrati; inoltre è consigliabile lasciare le lampade di sale rose accese almeno per 5/6 ore. Io l’accendo in camera da letto 4 ore prima di dormire, ma per chi preferisce il buio totale si può optare per un’accensione diurna. Le lampade possono essere inserite in ogni ambiente, in camera da letto come luce notturna ma anche in soggiorno, in bagno, nei luoghi di lavoro e vicino ai computer e ai televisori. La sua luce ambrata è rilassante e in cromoterapia le tonalità stimolanti dell’arancione inducono allegria, serenità e ottimismo spazzando via il pessimismo e l’apatia.
Lampade di sale rosa dell’Himalaya benefici, autrice: naturopata Angela Ballarati.

Metti "mi piace" sulla mia pagina facebook: Benessere natural-mente

segui il mio blog: benessere-natural-mente.blogspot.it/

Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a scopo informativo, si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare, evitare in caso di ipersensibilità accertata verso uno dei componenti. I suggerimenti e le indicazioni descritte in quest'articolo non intendono in alcun modo sostituire le terapie consigliate dal proprio medico curante. L'autrice non è responsabile delle possibili conseguenze legate all'incompleta od erronea interpretazione del testo. Le foto e i testi sono riproducibili, non a scopo di lucro, altrove, solo citando la fonte: autore e link attivo del blog. Questo blog non rappresenta una testata giornalistica poiché è aggiornato senza nessuna periodicità, pertanto , non può considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 07.03.2001. 


domenica 4 gennaio 2015

LICOPODIO, lycopodium,PROPRIETA' E BENEFICI

Licopodio: lenitivo nelle dermatiti, depurativo e rimedio omeopatico

 

Licopodio (Licopodium clavatum) pro

prietà, benefici e principi attivi

Conoscete il licopodio o Erba Strega?
E’ una pianta conosciuta per il suo utilizzo, come polvere aspersoria, in caso di dermatiti o eritema da pannolino e per depurare il fegato. Probabilmente più conosciuto è il rimedio omeopatico, policresto utilizzato per una vasta gamma di sintomi fisici e psicologici.

Lycopodium clavatum: (Licopodio) proprietà terapeutiche: Lenitivo nelle dermatiti, depurativo e rimedio omeopatico.

Il licopodio si trova facilmente sulle Alpi e sugli Appennini dell’Italia Centrale, predilige i luoghi freschi come i boschi e i prati non soleggiati. La pianta, erbacea, è curiosa: striscia sul terreno ed emette qua e là alcune radici, i rami si alzano dal suolo non oltre i 20 cm ed è priva di fiori, somiglia ad un muschio sempreverde. Possiede una sorta di lunghe spighe compatte che producono una polvere giallastra che, costituita da spore, è necessaria alla riproduzione. Il suo nome, di derivazione greca, significa “piede di lupo”, nome attribuitogli per la somiglianza.
Le parti utilizzate della pianta sono le spore che si ottengono raccogliendo le spighe a fine estate. Si fanno asciugare per alcuni giorni e poi si battono per far cadere la polvere, di colore giallo-marrone, inodore e insapore, che viene conservata.
Il licopodio è stato usato in campo medico fin dal Medioevo. Venivano chiamate le spore di fuoco perché infiammabili, utilizzate per preparare i fuochi d’artificio e per provocare i flash in fotografia. Nel XVII secolo veniva somministrato contro la gotta e la ritenzione urinaria. In fitoterapia si utilizza sulle ferite e sugli eczemi.

I principi attivi del licopodio (Lycopodium clavatum) cosa contiene?

Conosciuta anche come zolfo vegetale, per la sua caratteristica di bruciare velocemente se accesa, la polvere di Licopodio è composta per il 50% da materie grasse che la rendono adatta a lenire il prurito e decongestionare le pelli irritate. Contiene zolfo, appunto, e silicio, manganese, calcio, olio essenziale, zuccheri, alcaloidi, licopidina, clavatoxina, gomme e pigmenti flavonici.

Come si utilizza il Licopodio?

Si utilizza la polvere ricavata dalle spore essiccate che in molti preparati viene aggiunta anche a talco e ciprie, in cosmetica come rinfrescante della pelle del viso. Nella tradizione il licopodio veniva utilizzato, la pianta intera, per tisane con effetto lassativo, diuretico e disintossicante. La presenza di alcaloidi, che lo rendono leggermente tossico, ne hanno diminuito l’uso nel tempo. Il licopodio viene solo scottato con acqua bollente e lasciato riposare per poco tempo, per preparare la tisana che viene utilizzata per depurare il fegato. Essiccato e introdotto in un cuscinetto viene utilizzato contro i crampi ai polpacci (si applica durante la notte sulla parte dolente). Esiste anche la tintura madre e la si trova, così come la polvere, nelle erboristerie.

Quando puo’ essere utile il licopodio?

Le materie grasse contenute nel Licopodio portano sollievo alle pelli arrossate, macerate dal sudore, da urina, da feci o irritate dallo sfregamento degli abiti dal vento. In caso di irritazione sulla pelle, dermatiti o eritema da pannolino si può cospargere la polvere sulla zona interessata. Per via interna viene utilizzato per depurare il fegato, in caso di ipertensione e reumatismi.

Lycopodium clavatum rimedio omeopatico

Il rimedio omeopatico del licopodio è stato sperimentato da Hahnemann, padre dell’omeopatia, nel 1828. Viene prescritto, dopo un’accurata visita del medico omeopata (sconsigliato il faidate), quando fra i sintomi psicologici predominano l’ansia da anticipazione. L’ ansia prima di un esame o di un discorso in pubblico causa spesso disturbi digestivi, indigestione, addome brontolante, aria intestinale, flatulenza. Spesso il “tipo lycopodium” ha una scarsa autostima mascherata con l’arroganza, ha paura di essere inferiore agli altri, di fallire, anche se all’apparenza può sembrare sicuro di sé, un po’ come quei timidi che mascherano la loro timidezza con l’aggressività. Questo quadro ansioso e insicuro può essere secondario a una scarsa capacità di memoria o a dislessia. Le situazioni nuove causano ansia, questo lo porta ad avversare il cambiamento, ad evitare situazioni nuove, anche gli impegni sentimentali. E’ un solitario che non desidera stare da solo.
Kent dal suo “Lezioni di Materia Medica Omeopatica”: “avversione a intraprendere qualcosa di nuovo … paura che succeda qualcosa … sensazione di incapacità a eseguire il proprio lavoro … teme di esitare nel parlare, di fare degli errori, di dimenticare qualcosa …”.
“Ha bisogno di sentire che c’è qualcuno in casa, ma non desidera la compagnia”.
“Lycopodium è un paziente molto nervoso, molto sensibile e molto emotivo … sensibile fino a piangere quando lo si ringrazia”

I sintomi fisici più comuni del rimedio sono i disturbi digestivi spesso associati a flatulenza, affezioni urogenitali e toraciche, manifestazioni cutanee recidivanti o croniche. I disturbi insorgono spesso a destra (lateralità dominante) o migrano da destra a sinistra e dall’alto verso il basso. Vi è nel rimedio un altro tratto tipico che è il peggioramento nel pomeriggio fra le 16 e le 20, scarsa resistenza e un desiderio spiccato per i dolci che lo aggravano.

I disturbi digestivi possono essere causati da ansia, l’addome appare disteso e brontolante a causa degli acidi o dei flati. Può essere presente un appetito insaziabile ma anche il sentirsi pieni dopo pochi bocconi. Altri sintomi relativi all’apparato gastrointestinale sono: nausea, vomito e stipsi. Kent: “ Il paziente Lycopodium è flatulento, teso come un tamburo … tutto quello che mangia si trasforma in aria … un boccone lo riempie fino alla gola …”.
I disturbi urogenitali prevedono l’ipertrofia prostatica, herpes genitale, urine con sedimento sabbioso e calcolosi renale. Kent :” Ha la stessa pipì a letto dei bambini … poliuria notturna … è obbligato ad alzarsi spesso durante la notte e a emettere abbondanti quantità di urina … Lycopodium è uno dei rimedi di primo piano nell’impotenza … varici degli organi genitali …”
infezioni toraciche. Tosse secca, dolore bruciante al petto, respiro affannoso e ali del naso che battono. La gola è arrossata soprattutto sul lato destro. Kent :” Tosse secca e fastidiosa … rantoli toracici, battiti delle ali del naso e impossibilità a espettorare … dispnea e respirazione asmatica nel catarro bronchiale … i raffreddori quasi sempre scendono nel petto … tosse secca nei ragazzi emaciati … febbre nel pomeriggio dalle 16 alle 20 …”
La cute presenta ulcere dolenti, croniche, disturbi gottosi, eruzioni cutanee con violento prurito, eruzioni secche squamose dietro le orecchie, eruzioni fessurate e/o sanguinolenti (eczema cronico sulle mani), vecchi foruncoli che formano noduli e persistono a lungo, orticaria caratterizzata da strie lunghe.
I sintomi di Lycopodium migliorano con i cibi e le bevande calde, con un moderato esercizio fisico all’aria aperta, con il calore e indossando abiti larghi.
Peggiorano tra le 16 e le 20, con il caldo o freddo eccessivi, con abiti attillati, con pasti troppo abbondanti e con le bevande fredde.

Licopodio (Licopodym) proprietà e benefici: autrice Naturopata Angela Ballarati.

Metti "mi piace" sulla mia pagina facebook: Benessere natural-mente

Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a scopo informativo, si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare, evitare in caso di ipersensibilità accertata verso uno dei componenti. I suggerimenti e le indicazioni descritte in quest'articolo non intendono in alcun modo sostituire le terapie consigliate dal proprio medico curante. L'autrice non è responsabile delle possibili conseguenze legate all'incompleta od erronea interpretazione del testo. Le foto e i testi sono riproducibili altrove solo citando la fonte.